Deserti rocciosi, lagune altiplaniche che riflettono cieli di un blu impossibile, bianche e abbaglianti distese saline… Il Cile e i suoi paesaggi ci hanno conquistato con la loro bellezza aliena, entrando di diritto tra i nostri viaggi preferiti di sempre. Questa guida è la somma delle nostre esperienze e dei nostri consigli per visitare il Cile in 10 giorni. Pronto a partire con noi?
Cosa vedere nel Cile in 10 giorni o due settimane
Il nostro itinerario di 10 giorni in Cile si concentra sul nord del paese, da Santiago al Parque Nacional Lauca, passando per i panorami lunari del deserto di Atacama.
Questo perché il Cile è un paese enorme, o meglio, un paese lunghissimo: misura infatti oltre 4.000 km, e questo significa che da una regione all’altra il clima cambia notevolmente, così come cambiano i paesaggi e l’ecosistema.

Quando abbiamo scelto il Cile settentrionale come destinazione, le persone con cui parlavamo restavano un po’ spiazzate. Almeno due volte su tre rispondevano: “la Cina? Bella la Cina!”. Approfittiamone quindi per un ripasso di geografia.
Il Cile si trova lungo la costa occidentale dell’America del Sud ed è attraversato dalla cordigliera delle Ande, con montagne che superano un’altitudine di 6.000 metri. La lingua ufficiale è lo spagnolo, mentre la sua capitale è Santiago del Cile. Altri luoghi da visitare in Cile molto conosciuti sono la Patagonia e l’Isola di Pasqua.
In questa guida troverai un itinerario per 10 o 15 giorni nel Cile del nord, da adattare a seconda del tempo che avrai a disposizione. Zaino in spalla, siamo pronti a partire!
Indice
- Giorno 1: Dal centro di Santiago del Cile alla casa di Neruda
- Giorno 2: Dal Barrio Lastarria al Cerro San Cristóbal di Santiago
- Giorno 3: Valparaíso
- Giorno 4: Arrivo a San Pedro de Atacama e Valle de la Luna
- Giorno 5: Lagunas Escondidas de Baltinache e tour astronomico
- Giorno 6: Tropico del Capricorno, Lagunas Altiplanicas e Piedras Rojas
- Giorno 7: Dai geyser del Tatio al Pueblo de Machuca
- Giorno 8: Valle del Arcoíris, Yerbas Buenas e Museo del Meteorito
- Giorno 9: Arica
- Giorno 10: Parque Nacional Lauca
- Giorno 11: Arica e San Miguel de Azapa
- Quando andare in Cile: il periodo migliore per visitarlo
- Quanto costa fare un viaggio in Cile
- Come arrivare e come muoversi in Cile
- Viaggiare in Cile: i documenti necessari
- Cosa mangiare in Cile: i piatti tipici
- Il Cile è sicuro? Consigli e assicurazione di viaggio
Giorno 1: Dal centro di Santiago del Cile alla casa di Neruda, la Chascona
Atterriamo a Santiago del Cile intorno alle 7:30 di mattina dopo quasi 15 ore di volo da Parigi. È una bellissima giornata invernale, e nonostante la temperatura frizzante non vediamo l’ora di dare inizio ufficialmente al nostro viaggio.
Per raggiungere il nostro hotel nel quartiere Bellavista decidiamo di prendere un taxi. È sufficiente recarsi al banco dei taxi appena prima di uscire dall’aeroporto e dare il nome dell’hotel. Ti verrà consegnato un foglietto con il prezzo che andrai a pagare per raggiungere quella precisa destinazione.

In meno di mezz’ora raggiungiamo il Casa Bellavista Hotel, che sarà la nostra base per le prossime tre notti. Abbiamo deciso infatti di dedicare due giorni a Santiago del Cile e uno a Valparaíso, prima di partire per gli aridi paesaggi del deserto di Atacama. Lasciamo i bagagli e usciamo nel sole accecante di Santiago.
Un po’ intontiti dal jet lag decidiamo di dedicare la giornata al centro città, andando a scoprire i monumenti e le cose più importanti da vedere a Santiago del Cile. L’idea è anche quella di approfittarne per comprare una scheda SIM in uno dei negozi di telefonia del centro.
SIM per il Cile – info utili
- Se il tuo smartphone supporta la tecnologia e-SIM, puoi sempre attivarne una per il tuo viaggio in Cile, ma avrà un costo decisamente superiore.
- All’aeroporto di Santiago non si vendono SIM cilene, nemmeno a uso turistico;
- L’operatore più diffuso è Movistar: le nostre SIM sono costate 4,99€ l’una per 40 giga di traffico. Sarà sufficiente recarsi in uno dei negozi di telefonia Movistar e chiedere delle SIM a uso turistico;
- Per soggiorni superiori a 30 giorni occorre registrare i dispositivi con SIM cilene tramite un apposito modulo che vi verrà fornito al momento dell’acquisto della SIM: è una procedura di sicurezza attuata dal governo cileno;
- Se il tuo smartphone supporta la tecnologia e-SIM, puoi sempre attivarne una per il tuo viaggio in Cile, ma avrà un costo decisamente superiore.

Centro di Santiago del Cile
Per raggiungere Plaza de Armas camminiamo fino alla stazione della metro di Salvador, dove acquistiamo le nostre BIP card (una sorta di biglietto ricaricabile per i mezzi pubblici) e ci carichiamo sopra l’equivalente di circa 5€ in pesos cileni.
Metropolitana di Santiago del Cile – info utili
- La BIP card è indispensabile per l’utilizzo dei mezzi pubblici a Santiago e costa $ 1500 CLP (circa 1,50€);
- Il costo dei biglietti varia da $ 610 CLP (circa 0,60€) a $ 750 CLP (circa 0,75€) in base all’orario in cui si viaggia, se è ora di punta o meno;
- Per acquistare o ricaricare una BIP card è richiesto l’utilizzo di contanti.

In poche fermate arriviamo a Plaza de Armas e qui scopriamo subito che i negozi di telefonia (e non solo quelli), essendo domenica, sono tutti chiusi. Poco male, iniziamo a girare tra le vie del centro e scopriamo la Catedral Metropolitana, Plaza de la Constitución, il monumento a Salvador Allende e il Palacio de la Moneda.
Quest’ultimo è la sede del presidente cileno, l’edificio dove Salvador Allende si tolse la vita per non cadere nelle mani dei golpisti durante il colpo di stato militare del 1973.

Barrio Bellavista
Seppur storicamente interessante, il centro della capitale del Cile non ci colpisce in modo particolare. Nel primo pomeriggio torniamo verso il barrio Bellavista, dove mangiamo un hamburger da Uncle Fletch, che ti consigliamo anche per l’ottima selezione di birre artigianali cilene.
Dopo pranzo passeggiamo un po’ per il quartiere, passando il tempo a fotografare murales e scoprendo localini colorati dove vorremmo mangiare nei giorni successivi. In lontananza si intravedono le Ande innevate, che risplendono alla luce abbagliante del sole invernale.

La Chascona
L’ultima tappa della giornata, sempre a Bellavista, è una delle tre case di Pablo Neruda, la Chascona (le altre due si trovano a Valparaíso e a Isla Negra). La visita merita tantissimo e l’abitazione in sé è incredibilmente originale, con gli ambienti resi unici dalla passione di Neruda per il collezionismo e il design.
La Chascona – info utili
- Biglietti di ingresso: $ 9.500 CLP (circa 9,50€);
- Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00;
- Orari estivi di gennaio e febbraio: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00;
- Audioguide incluse (anche in italiano)
Chiudiamo la giornata facendo due passi a Patio Bellavista, un luogo abbastanza turistico e trash ma perfetto se cerchi un po’ di movida o locali aperti nelle sere invernali cilene.

Giorno 2: Dal Barrio Lastarria al Cerro San Cristóbal di Santiago
La mattina del secondo giorno ci svegliamo dopo 13 ore di sonno, che ci permettono di lasciarci alle spalle il jet lag. Iniziamo con una robusta colazione in hotel a base di toast, omelette, caffè e succhi, tutto preparato sul momento dallo staff che parla solo spagnolo.
Pieni di energie (almeno sulla carta) riprendiamo la metro per Plaza de Armas con l’obiettivo di acquistare una SIM cilena. Sbrigata la missione in pochi minuti, possiamo ricominciare la nostra esplorazione di Santiago del Cile.

Barria Lastarria e Cerro Santa Lucía
Iniziamo dal Barrio Lastarria, il quartiere bohémien della capitale. Qui ci sentiamo subito a nostro agio e ci mettiamo a passeggiare tra le bancarelle di artigianato, i ristoranti hipster e la street art disseminata un po’ ovunque.
La nostra attenzione viene catturata dalla rossa facciata della Parroquia de la Veracruz, che all’interno scopriamo completamente carbonizzata. Questa chiesa cattolica è stata data alle fiamme durante le proteste del 2019 e ne porta i segni visibili.


La prossima tappa è il Centro Cultural Gabriela Mistral, dedicato alle arti e alla musica. Raggiungiamo poi il Cerro Santa Lucía, una collina alta 629 metri che ospita un parco e diversi monumenti. Questo piccolo cuore verde è una vera oasi di pace nel centro di Santiago del Cile e offre una bellissima vista sullo skyline cittadino, abbracciato dalla cordigliera delle Ande.
Si è fatta ormai l’ora di pranzo e decidiamo di viziarci un po’. Proprio a Lastarria, infatti, si trova uno dei ristoranti più popolari della capitale, Bocanáriz. La formula pranzo a soli $ 13.500 CLP (circa 13,50€) ci permette di gustare tapas di pesce, un risotto con pere e queso azul e un dessert di selva nera scomposta, il tutto accompagnato da un calice di Carménère cileno.

Cerro San Cristóbal
Nel pomeriggio decidiamo di salire sul Cerro San Cristóbal, il punto panoramico più famoso di Santiago del Cile. Si tratta di una collina alta 850 metri, raggiungibile in funicolare da Bellavista. Da quassù il panorama è davvero incredibile: lo sguardo può spaziare a 360° sulla città e sui suoi grattacieli, come la vertiginosa Gran Torre Santiago.
Il punto d’osservazione più frequentato è la Teraza Bellavista, vicino all’arrivo della funicolare. Qui alcuni chioschi vendono il popolare mote con huesillo cileno, una sorta di mangia e bevi con pesche essiccate e grano cotto.
In cima al Cerro San Cristóbal svetta la statua della Virgen de la Inmaculada Concepción, alta 14 metri e visibile praticamente da ogni punto di Santiago.

Cerro San Cristóbal – info utili
- La collina è raggiungibile a piedi lungo una strada ripida e tortuosa in 45-60 minuti. In alternativa si può salire con la funicolare dalla stazione Pío Nono (biglietti A/R $ 2.250 CLP) o con la cabinovia (teleférico) dalla stazione Oasis (biglietti A/R da $ 3.850 a 4.620 CLP).
- Cerro San Cristóbal ospita diverse altre attrazioni, come il giardino botanico Jardín Mapulemu, i Jardín Japonés e un parco avventura.
- Orari e biglietti funicolare
- Orari e biglietti cabinovia
Ridiscesi da Cerro San Cristóbal, in serata facciamo di nuovo tappa al Patio Bellavista. Qui veniamo attirati dall’atmosfera trash di Tonny Pizzeria e dal format delle sue “pizze individuali”.

Giorno 3: Valparaíso
“Valpo”, la chiamano affettuosamente i suoi abitanti. Tra le cose da vedere in Cile non può mancare la colorata e caotica Valparaíso, città costiera a 120 km dalla capitale.
Per raggiungerla prendiamo un autobus da Santiago, che in meno di due ore ci conduce a destinazione. Da sempre Valparaíso richiama a sé artisti e scrittori, affascinati dall’atmosfera decadente della città, schiacciata tra il porto e le sue 45 colline (chiamate cerros), su cui si arrampicano case e funicolari. Solo 16 dei 30 ascensores di Valparaíso sono oggi ancora in funzione.


Per capire meglio la città e la sua storia decidiamo di affidarci a un free walking tour di Valparaíso… ma non prima di aver addentato una succulenta empanada di Empanadas Delicias Expressas.
La nostra guida si chiama María ed è una giovane artista innamorata della sua città. Il tour parte dalla centrale Plaza Sotomayor e dalla zona del porto, per poi spostarsi sulle colline Cerro Alegre e Cerro Concepción, uno spettacolare concentrato di street art.
Con l’Ascensor El Peral saliamo fino all’elegante Palacio Baburizza e al Paseo Yugoslavo, per poi raggiungere a piedi il Paseo Gálvez, dove veniamo investiti da un’ondata di colori e disegni.

Lungo la strada succedono un paio di cose magiche. Prima María bussa alla porta di una casa dove una signora prepara i tipici alfajores, biscotti farciti con dulce de leche. Poi incontriamo il writer mascherato Danny Reveco, un artista locale che nelle sue opere denuncia la corruzione e i contrasti sociali del Cile.
Ci inoltriamo tra vicoli, scale e spettacolari murales di Cerro Alegre e Cerro Concepción. Camminiamo lungo il Paseo Gervasoni, ammiriamo la vista dalla finestra dell’hotel omonimo, fotografiamo le case colorate di Paseo Atkinson e saliamo la Escalera Piano.


Per circa due ore María ci conduce tra botteghe di artigianato e murales dei suoi artisti preferiti, raccontandoci storie di vita quotidiana in una città bellissima e problematica come Valparaíso. Il tour si conclude di fronte all’Ascensor Reina Victoria, da dove la vista spazia sulle colline alle nostre spalle e il mare luccicante di fronte.
Valparaíso – info utili
- Diverse compagnie di autobus collegano Santiago del Cile a Valparaíso, ad esempio Condor e Tur Bus. La cosa più semplice è raggiungere la stazione Terminal Pajaritos di Santiago e acquistare il biglietto per la prossima corsa a uno dei box presenti. Sono previste partenze ogni 15 minuti circa e il viaggio dura tra 1 ora e 40 minuti e 2 ore. Una corsa A/R costa sui $ 5.000 CLP a persona.
- Una volta arrivati al Terminal Rodoviário Valparaíso, il centro della città dista 2,6 km a piedi. Consigliamo di prendere un taxi per Plaza Sotomayor subito fuori dalla stazione (al ritorno, c’è sempre qualche taxi che staziona intorno a Plaza Sotomayor).
- Valparaíso ha fama di essere una città poco sicura, per via dei frequenti borseggi e aggressioni a danno dei turisti. Alcune zone, come il porto e la stazione, sono un po’ degradate ed è bene fare attenzione ai propri effetti personali. Unirsi a un tour guidato è una buona idea per esplorare la città in totale tranquillità.

È ormai pomeriggio inoltrato e decidiamo di rientrare a Santiago. Trascorriamo la nostra ultima serata nella capitale in un posto speciale: l’Oculto Beergarden, un cortile segreto a cui si accede da una porta contrassegnata con una “O”. Varcata la soglia, una vasta selezione di birre cilene, cucina internazionale e atmosfera cool completano l’incantesimo.
Giorno 4: Arrivo a San Pedro de Atacama e Valle de la Luna
Il quarto giorno inizia all’alba, direzione aeroporto. Qui ci aspetta un volo per Calama con la compagnia LATAM. Non che ci sia molta scelta: le compagnie che effettuano voli interni in Cile sono solo due, LATAM e Sky.
Il volo dura poco più di due ore e arriviamo a Calama (2.299 metri di altezza) con la convinzione di essere atterrati su Marte. Da qui prendiamo un transfer per San Pedro de Atacama, nel bel mezzo dell’omonimo deserto, dove passeremo le successive quattro notti.

Il deserto di Atacama è uno dei luoghi più aridi e inospitali della terra, e si estende tra Cile e Perù per oltre 105.000 km quadrati. Come tutti i deserti è caratterizzato da una forte escursione termica: durante la nostra permanenza avevamo circa 5 gradi di notte e 20-25 di giorno.
Il primo impatto con San Pedro, un’oasi verde a 2.500 metri nel deserto, è folgorante. Ci innamoriamo subito delle sue stradine polverose, del cielo blu cobalto e dell’atmosfera incredibilmente rilassata. San Pedro è piccola piccola: consiste di una via principale, una piazzetta e qualche vicolo secondario. Ma per noi, per quei cinque giorni, sarà un po’ il centro del mondo.
Tra le cose da vedere a San Pedro de Atacama non può mancare una passeggiata lungo Calle Caracoles (la già menzionata via principale), una visita alla bianchissima Iglesia de San Pedro de Atacama e alla piazzetta adiacente. Un’altra chicca da non perdere è il Museo del Meteorito, di cui ti parleremo più avanti nell’articolo.

La Valle de la Luna
Dopo aver fatto il check-in nel coloratissimo Hostal Montepardo e aver addentato la nostra prima, deliziosa, empanadas al forno da Emporio Andino (seguita da una spettacolare torta al maracujá), ci dirigiamo all’ufficio dell’agenzia Atacama Extrema per la nostra prima escursione nel deserto.
Verso le quattro del pomeriggio partiamo alla scoperta della Valle de la Luna, che come suggerisce il nome stesso è un luogo completamente alieno, assurdo, tra i più incredibili che abbiamo mai visto.
Situata appena fuori da San Pedro e lunga appena 12 km, presenta spettacolari formazioni rocciose e sabbiose scavate dal vento e dall’acqua. Prende il nome dall’impressionante varietà di colori e forme, che ricordano in qualche modo proprio la superficie della Luna.


Alcune zone sono ricoperte dal sale rimasto da vecchie lagune prosciugatesi milioni di anni fa, mentre altri affioramenti salini danno vita a formazioni che sembrano vere e proprie sculture, come las Tres Marías.
Camminiamo lungo la Duna Major affondando i piedi nella sabbia arancione, poi ci fermiamo in diversi punti da cui ammiriamo scorci spettacolari, come quello dell’Anfiteatro.
Infine raggiungiamo il Mirador de Kari, da cui si ammira la Valle de la Luna nella sua interezza. È l’ora del tramonto, e osserviamo incantati i colori del paesaggio virare dal giallo ocra e arancione del giorno al rosa malva del crepuscolo, quindi al viola, fino a scurirsi sempre di più e trasformarsi nella notte del deserto. La prima giornata nel deserto di Atacama ci ha già regalato emozioni inspiegabili.


Valle de la Luna – info utili
- Il costo di ingresso al parco è di $ 10.800 CLP (poco meno di 11€) a persona, acquistabili anche online sul sito ufficiale (o tramite l’agenzia che organizza il tour per $ 11.000 CLP)
Rientrati a San Pedro ceniamo al ristorante Tierra Todo Natural, che tuttavia non ci entusiasma granché.

Giorno 5: Lagunas Escondidas de Baltinache e tour astronomico notturno
La nostra seconda giornata a San Pedro de Atacama inizia la mattina presto, e sarà così anche per tutte le successive. Veniamo prelevati al nostro ostello da un furgoncino di Pukarumi Travel, che ci porterà alla scoperta delle lagune nascoste di Baltinache.
Il Magic bus
Siamo partiti da pochi minuti che è già venuto il momento della prima sosta: qui facciamo conoscenza con le colazioni dei tour cileni. La nostra guida, aiutata dall’autista, allestisce un vero e proprio banchetto con uova, avocado, pane fresco, salame, formaggio, marmellata, burro… il tutto davanti all’incredibile Magic Bus!
Si tratta senz’altro di un’attrazione turistica, ma che conserva anche un certo fascino storico: il bus era infatti utilizzato come mezzo di trasporto dai minatori della zona di San Pedro nella seconda metà dell’800. Probabilmente ebbe un guasto e fu abbandonato in questo punto, dove è rimasto fino a oggi.


Lagunas Escondidas de Baltinache
Con lo stomaco pieno ripartiamo in direzione delle lagunas escondidas de Baltinache. La strada per raggiungerle è sterrata e dissestata, ma Francisco, la nostra guida, accompagna il viaggio con una playlist a base di Pink Floyd, Gorillaz, Oasis… e il tempo passa in un secondo.
Arriviamo infine all’ingresso delle lagune e iniziamo il percorso a piedi segnalato dai cartelli, accompagnati dalle spiegazioni di Francisco. Scopriamo così che l’ecosistema di questo luogo magnifico è particolarmente delicato.
Le lagune di Baltinache hanno un’acqua azzurrissima, cristallina. Sembrano dipinte nel paesaggio, circondate da un “mare di sale”. Queste piccole pozze d’acqua infatti hanno una salinità di gran lunga maggiore a quella del Mar Morto e sono balneabili.

Proprio per questo motivo occorre chiuderle periodicamente affinché l’acqua, inquinata dalla crema solare che si stacca dalla pelle delle persone, torni di nuovo limpida. Il processo di ristorazione richiede all’incirca sei mesi.
Non solo, ma questa zona è purtroppo vittima dello sfruttamento selvaggio del suolo a causa della presenza di giacimenti di litio, presi di mira dalle multinazionali straniere. Tutto ciò, unito alle scarse precipitazioni dovute al riscaldamento globale, porterà alla scomparsa delle lagune entro i prossimi 30 anni.
Al posto delle formazioni saline esagonali visibili nelle foto una volta c’era l’acqua, a dimostrazione che le lagune erano molto più estese di quanto lo siano oggi.
Prenota il tour al Magic Bus e lagune nascoste di Baltinache

Lagunas escondidas de Baltinache – info utili
- Il costo di ingresso alle lagune è di $ 5.000 CLP (5€ circa) a persona. La guida ti chiederà i soldi in contanti prima di accedere al parco.
Conclusa la visita rientriamo a San Pedro, dove ci concediamo un’altra empanada da Emporio Andino. Ma la giornata non è finita qui: ci aspettano altre meraviglie!

Tour astronomico notturno
Poco prima delle otto di sera veniamo prelevati all’Hostal Montepardo, diretti poco fuori San Pedro, lontani dalle luci del paese. Stiamo per partecipare a un emozionante tour astronomico in compagnia di Rodrigo, un esperto di astronomia e nostra guida per questa sera.
Non appena arrivati restiamo subito a bocca aperta. Senza luci intorno e nessuna nuvola all’orizzonte, il cielo ci appare in tutto il suo brillante splendore. Rodrigo ci fa sedere su delle sdraio preparate appositamente per noi, dove ci aspetta anche una coperta di lana per ripararci dalla gelida notte nel deserto.
Sopra di noi splende la Via Lattea come non l’abbiamo mai vista, un tripudio di puntini bianchi luminosissimi. Ogni tanto una stella cadente attraversa la volta notturna, provocando un ooooh collettivo nel gruppo.

Rodrigo ci parla delle costellazioni visibili nell’emisfero australe, ci indica Alpha Centauri, Antares, Saturno… e poi ci fa usare dei potenti telescopi per osservare questo spettacolo ancora più nel dettaglio.
La serata si chiude intorno a un falò, con in mano un calice di vino o una tazza di cioccolata calda. Il vento freddo del deserto ci sferza il viso, ma siamo troppo felici per accorgercene.
Giorno 6: Tropico del Capricorno, Lagunas Altiplanicas e Piedras Rojas
La terza escursione nel nord del Cile ci porta a visitare alcuni dei luoghi più spettacolari che si possano raggiungere da San Pedro de Atacama: le lagune altiplaniche e Piedras Rojas.

Tropico del Capricorno
Per farlo partiamo prestissimo con un tour di Alabalti Atacama. Primo stop della giornata è l’iconico Tropico del Capricorno, ovvero il punto in cui il tropico terrestre dell’emisfero australe attraversa il Cile. Dopo le immancabili foto di rito, è il momento di fare il pieno di energie con la tipica colazione cilena on the road.

Lagune di Miscanti e Miñiques
Ci aspetta circa un’ora di strada fino alle lagune di Miscanti e Miñiques, a più di 4.000 m di altitudine. Le lagune ci appaiono come due specchi di acqua azzurrissima, incastonate tra montagne e vulcani. Intorno la vegetazione è brulla, la terra rossastra, e facciamo i nostri primi avvistamenti di vigogne.
Le vigogne (in spagnolo vicuñas) sono una delle specie di camelidi alpini, antenati degli alpaca, che rappresentano la loro controparte addomesticata. Vivono ad altitudini elevate, sopra i 3.000 m, e sono facilissime da avvistare nel Cile del nord, mentre brucano tranquille o si spostano in branco sulle loro zampe snelle.


Lagune di Miscanti e Miñiques – info utili
- L’ingresso in questo sito naturale costa $ 10.000 CLP (10,00€) per adulti di nazionalità non cilena.
- Per visitare le lagune in autonomia i biglietti possono essere acquistati su questo sito, con check-in al punto di ingresso della riserva a Socaire. Nel caso di tour organizzati, potrai pagare il costo in contanti direttamente alla guida.

Piedras Rojas
La prossima tappa è Piedras Rojas (o Salar de Aguas Calientes Sur), per noi uno dei posti più spettacolari del pianeta. Si tratta di un’area naturale famosa per le sue formazioni rocciose di colore rosso intenso, che fanno da contrasto all’acqua turchese della laguna, spesso ghiacciata.
Siamo a 4.200 m di altezza: il vento taglia la faccia e dobbiamo avvolgerci completamente in scaldacollo, giacca, berretto di lana, guanti e cappuccio per non congelare. Ma ne vale assolutamente la pena per riempirsi gli occhi di questa bellezza!

Piedras Rojas – info utili
- L’ingresso al Salar de Aguas Calientes Sur, comunemente detto Piedras Rojas, costa $ 10.000 CLP (10,00€) per adulti di nazionalità non cilena.
- Per visitare il sito in autonomia i biglietti possono essere acquistati su questo sito. Anche in questo caso, nei tour organizzati si paga direttamente alla guida in contanti.
- È molto importante non uscire dai sentieri segnalati.
Dopo esserci lasciati alle spalle la meraviglia di Piedras Rojas, è il momento di ridiscendere verso altitudini più moderate per la pausa pranzo, anche questa on the road. La prossima tappa del pomeriggio dovrebbe essere la Laguna Chaxa, un’oasi d’acqua nel Salar de Atacama dove è possibile avvistare i fenicotteri rosa.

Purtroppo la laguna viene chiusa per il forte vento, e la nostra guida ci fa ripiegare sul villaggio di Toconao per una sosta. Qui visitiamo un negozio di artigianato locale e, proprio sul retro, facciamo la conoscenza di due morbidissimi baby lama. Momento tenerezza!
Rientrati a San Pedro de Atacama, troviamo anche qui un fortissimo vento che solleva nuvole di sabbia: sembra di essere in una scena di Dune. Ceniamo con due panini giganti alla Franchuteria, un piccolo angolo di Francia nel deserto.

Giorno 7: Dai geyser del Tatio al Pueblo de Machuca
È arrivato il momento della quarta escursione nell’Atacama, con destinazione uno dei posti più iconici della zona. La sveglia suona prestissimo, alle 4:00. Ancora addormentati partiamo con Turismo Mitampi alla volta del campo geotermico più alto del mondo e il terzo in ordine di grandezza: i geyser del Tatio.
Geyser del Tatio
Situato a 4.320 metri d’altezza, il campo geotermico El Tatio si mostra in tutta la sua potenza soprattutto all’alba, quando i raggi caldi del sole illuminano l’area, entrando in contrasto con il freddo dell’aria (-5 gradi al nostro arrivo alle 7:00 del mattino).

Camminiamo tra fumarole e sorgenti calde increduli: El Tatio è davvero enorme e ci sembra di perderci continuamente tra i fumi dei geyser. La nostra guida ci richiama più volte perché restiamo indietro a scattare fotografie.
Lentamente la temperatura inizia a salire e piano piano ci scaldiamo. Allo stesso tempo le fumarole diventano più piccole e si riducono di intensità, segno che il momento d’oro dei geyser è ormai passato. Fino al giorno dopo, almeno.
Osserviamo anche i resti di un macchinario utilizzato nel corso del secolo passato per la produzione di energia geotermica: tuttavia le condizioni estreme del luogo e alcuni incidenti hanno portato all’abbandono totale di questo progetto.

Geyser del Tatio – info utili
- L’ingresso al campo geotermico El Tatio costa $ 15.000 CLP (15,00€) per adulti di nazionalità non cilena;
- Per i tour organizzati, i soldi ti verranno chiesti in contanti dalla guida del tour;
- Importante dotarsi di abiti pesanti, inclusi cappello di lana, guanti e sciarpa, in quanto la temperatura prima dell’alba può arrivare fino a -15 gradi.

Pueblo de Machuca
La nostra giornata, però, è ben lontana dall’essere finita. Ci gustiamo prima l’ennesima colazione cilena in tour, da cui ormai sentiamo di essere dipendenti. Poi ripartiamo alla volta del Pueblo de Machuca, un paesino di ben 8 abitanti a 4.000 metri di altezza.
Qui visitiamo la Iglesia de Machuca, tanto piccola quanto adorabile, e osserviamo estasiati un signore cuocere spiedini di carne davanti all’unico locale del pueblo. Purtroppo siamo ancora completamente sazi dalla colazione di poco prima, e rinunciamo così ad assaggiare le prelibatezze locali.

Ci rimettiamo in viaggio e compiamo un’ultima breve sosta prima del rientro a San Pedro: la Laguna Machuca, una zona paludosa frequentata dall’avifauna locale, tra cui anatre e tanti, tantissimi fenicotteri.
Per la nostra ultima cena a San Pedro de Atacama scegliamo La Casona, un altro locale lungo Calle Caracoles dove prendiamo un hamburger e un impegnativo salmone a lo pobre. Per fortuna c’era anche del pisco sour al maracujá che aiutava a mandarlo giù!

Giorno 8: Valle del Arcoíris, Yerbas Buenas e Museo del Meteorito
Per l’ultimo dei nostri 5 giorni a San Pedro de Atacama scegliamo un’escursione piena di colore e di storia antichissima.
Valle del Arcoíris
La tappa di oggi è infatti la Valle del Arcoíris , ovvero la valle dell’arcobaleno, circa 70 km a nord di San Pedro. Questa zona è famosa per i suoi incredibili colori, dovuti ai depositi di diversi minerali e alla sua origine vulcanica.
Nelle prime luci del mattino, camminiamo tra pinnacoli di roccia e canyon che evocano i grandi parchi del Nord America. Rosso, giallo, verde rame, grigio e bianco si alternano nei vari strati rocciosi, dando vita a un vero e proprio arcobaleno.


Petroglifos de Yerbas Buenas
Dopo l’immancabile colazione da campo e un breve trekking, ci spostiamo in van al sito archeologico dei Petroglifos de Yerbas Buenas.
Questa galleria di arte rupestre a cielo aperto ospita tantissime incisioni realizzate dalle tribù indigene che abitavano queste zone. Lama, fenicotteri, uomini, volpi e simboli astrologici furono incisi nella pietra in età precolombiana, alcuni datati più di 10.000 anni fa.
Valle del Arcoíris e Petroglifos de Yerbas Buenas – info utili
- I biglietti per questi due siti costano $ 5.000 CLP (5,00€) ciascuno, che nei tour organizzati possono essere pagati alla guida in contanti.
Prenota il tour alla Valle del Arcoíris e Petroglifos de Yerbas Buenas

Rientrati a San Pedro de Atacama in tarda mattinata, ci fermiamo per un drink e una fetta di torta da Roots Café & Bar, nel cui delizioso cortile interno rimarremmo volentieri per il resto della giornata.
Per non sprecare le nostre ultime ore a San Pedro decidiamo di visitare il piccolo ma suggestivo Museo del Meteorito. Il museo ospita la più grande collezione di meteoriti del Cile, accompagnati da interessanti spiegazioni scientifiche con audioguida in diverse lingue.
Museo del Meteorito – info utili
- Biglietti: $ 5.000 CLP (5,00€)
- Orari: aperto dal martedì alla domenica, 17:00-20:00
- Sito web

Infine è arrivato il momento di salutare San Pedro e di continuare il nostro viaggio in Cile, spostandoci ancora più a nord. A malincuore recuperiamo i nostri bagagli dall’Hostal Montepardo e ci dirigiamo verso la stazione degli autobus.
Ci attende un viaggio di 10 ore a bordo di un autobus notturno che da San Pedro de Atacama ci porterà ad Arica, la nostra prossima tappa. Dopo un’attesa snervante, finalmente il nostro pullman arriva nel piazzale della stazione e possiamo salire a bordo. Prendiamo possesso dei nostri sedili Cama e ci prepariamo a una lunga notte cilena.
Come spostarsi in autobus da San Pedro de Atacama ad Arica
- Per raggiungere Arica da San Pedro de Atacama in autobus abbiamo viaggiato con la compagnia Chile Bus. La partenza dalla stazione di San Pedro (Terminal de Buses Tumisa) è tutti i giorni alle 20:30, con arrivo ad Arica alle 06:30 (Terminal Rodoviario).
- Abbiamo acquistato i biglietti online dall’Italia circa 20 giorni prima della partenza. Bisogna presentarsi in stazione 1 ora prima per ritirare i ticket cartacei nella biglietteria di Chile Bus.
- Si può scegliere tra sedili Semi Cama ($ 20.000 CLP, 20,00€) semi-reclinabili e sedili Cama ($ 30.000 CLP, 30,00€) completamente reclinabili. Le strade cilene sono abbastanza dissestate, quindi preparati comunque a un sonno… tellurico.

Altri tour da San Pedro de Atacama: Salar de Uyuni
Dal momento che il Cile confina con la Bolivia, molte persone che visitano le regioni settentrionali del Paese scelgono di fare tappa anche al Salar de Uyuni. Si tratta della distesa salata più grande al mondo, ricca di meraviglie naturali e situata proprio nelle Ande boliviane.
Moltissimi tour da San Pedro de Atacama permettono di arrivare al Salar de Uyuni in Bolivia, con escursioni guidate che vanno da 3 a 5 giorni. Di solito ci si sposta a bordo di jeep 4×4 e si pernotta in strutture lungo il percorso. Il rientro in Cile può avvenire al punto di partenza a San Pedro de Atacama oppure più a nord, nella località di Putre.
Se desideri visitare il Salar de Uyuni dal Cile dovrai quindi mettere in conto alcuni giorni di viaggio in più. Puoi prenotare un tour guidato su siti come GetYourGuide o Civitatis, oppure direttamente in loco. Quasi tutte le agenzie di San Pedro de Atacama offrono pacchetti per il Salar de Uyuni, a prezzi più convenienti di quelli online.

Giorno 9: Arica
Dopo la lunga nottata in autobus, intorno alle 6:00 del mattino raggiungiamo la stazione di Arica, città che sarà la nostra base per i prossimi tre giorni. Nella luce grigiastra del mattino, camminiamo fino al nostro hotel: il Novotel Arica, che svetta sulla lunga Playa Chinchorro.
Paghiamo per l’early check-in e ci riposiamo un po’ prima di avventurarci alla scoperta di Arica. Soprannominata la “città dell’eterna primavera”, Arica è uno dei più importanti centri del nord del Cile, a soli 18 km dal confine con il Perù.
La città si affaccia sull’Oceano Pacifico e vanta un importante porto, lunghe spiagge sabbiose perfette per il surf e un patrimonio storico-archeologico di tutto rispetto. Il nostro primo impatto, tuttavia, non è un colpo di fulmine: Arica ci appare sotto un cielo plumbeo, molto trafficata e caotica rispetto alla piccola San Pedro.

El Morro
Durante la nostra passeggiata verso il centro non perdiamo mai di vista uno dei simboli di Arica: la collina di El Morro. Questa collina alta 139 metri si affaccia sull’Oceano e fu teatro di un’importante battaglia durante la Guerra del Pacifico, che il Cile (1879-1884) combatté contro Perù e Bolivia per il controllo delle risorse naturali.
La conquista de El Morro portò all’annessione di Arica al Cile. A memoria di questi eventi, oggi sulla collina si trova un museo militare e la più grande bandiera cilena del Paese. Una bella vista sulla collina si ha dal Mirador De La Virgen, ma per chi vuole si può anche raggiungere a piedi la sommità… con una bella sfacchinata.

Tra i posti da visitare nel centro di Arica segnaliamo:
- la Cattedrale di San Marcos, progettata da Gustave Eiffel. Costruita interamente in ferro come la famosa torre parigina, fu assemblata ad Arica nel 1876. Eiffel ha progettato anche l’ex dogana (oggi Casa della cultura di Arica), chiusa per lavori al momento della nostra visita.
- La Casa Bolognesi, ultima residenza del colonnello peruviano Francisco Bolognesi, eroe nazionale del Perù. Durante la Guerra del Pacifico, questo luogo divenne un simbolo della resistenza peruviana. Dal 1934 al 1987 è stata sede del Consolato Generale del Perù, mentre oggi è usata per particolari cerimonie.
- il Museo de Sitio Colón 10, che ospita alcune mummie dell’antichissima cultura Chinchorro (ne parleremo più avanti), nel punto esatto in cui furono ritrovate durante i lavori per la costruzioni di una casa nel 2014. Essendo capitati qui di lunedì, giorno di chiusura del museo, purtroppo non siamo riusciti a visitarlo.
Dopo la visita di Arica e una passeggiata sulla Playa Chinchorro, concludiamo la nostra giornata cenando al ristorante dell’hotel, El Gallo Cojo.

Giorno 10: Parque Nacional Lauca
Ma veniamo al motivo principale che ci ha spinti così a nord del Cile, ovvero la possibilità di visitare il Parque Nacional Lauca e il Lago Chungará. La nostra guida Manuel di Mayuru Tour viene a prenderci alle 7:00 in hotel per un tour privato che durerà tutta la giornata.
Ci vogliono quasi 4 ore per giungere in vista della superficie scintillante del lago. Manuel affronta impervi passi di montagna, raccontandoci curiosità sui territori attraversati. Ci fermiamo per una ricca colazione al ristorante Zapahuira: la padellina di uova e prosciutto ci dà la giusta carica per affrontare le altitudini che ci attendono.


Lago Chungará
Superate lagune e pascoli di alpaca, vediamo finalmente i coni innevati dei vulcani Pomerape e Parinacota, chiamati Las Payachatas in lingua Aymara, ovvero i gemelli. Ed eccoci finalmente arrivati al Lago Chungará, uno dei più alti al mondo, a 4.570 metri sopra il livello del mare.
Passeggiamo lungo la riva del lago, fotografando la cima del Paricanota che si riflette nell’acqua col suo cappuccio di neve e diverse specie di uccelli. Da un belvedere riusciamo anche ad avvistare i fenicotteri rosa! Oggi che arriviamo dalla costa, l’altitudine ci colpisce in modo più pesante: ogni passo sembra un macigno.


Pueblo Parinacota
La tappa successiva è il villaggio quasi abbandonato di Parinacota, dove si trovano una delle chiese più antiche del nord del Cile e una scuola che accoglie tre studenti. Un luogo fuori dal tempo, circondato da lagune e campi dove pascolano gli alpaca.

Las Cuevas
Iniziamo infine la nostra discesa verso Putre, dove ci fermeremo per pranzo prima del rientro. Lungo la strada facciamo una sosta fotografica a Las Cuevas, un’area del Parque Nacional Lauca ideale per avvistare animali selvatici.
Decine di paffute vigogne pascolano su zolle di terreno lagunare, nessuna troppo timida da sfuggire al nostro obiettivo. Incontriamo anche da vicino diversi esemplari di vizcacha, roditori del Sudamerica che sembrano un incrocio tra conigli e canguri.


Putre
Soddisfatti del nostro servizio fotografico, affamati e sopraffatti dall’altitudine, ci ricarichiamo con un pranzo a Putre. Questo paesino a 3.800 metri di altezza è scelto da molti viaggiatori come base per esplorare il Parque Nacional Lauca. Si può soggiornare al delizioso la Chakana Lodge.
Dopo pranzo iniziamo la lunga strada del rientro ad Arica, accompagnati dalla musica e dai racconti di Manuel. Concludiamo questa bellissima giornata con un paio di cocktail e un tagliere in hotel.

Tour del Parque Nacional Lauca da Arica: info utili
Su siti come GetYourGuide e Civitatis non siamo riusciti a trovare tour organizzati da Arica al Parque Nacional Lauca. Complice forse la bassa stagione o la località poco conosciuta, le poche escursioni di gruppo faticano a raggiungere il numero minimo per essere confermate.
Per questo motivo abbiamo contattato via email l’agenzia Mayuru Tour, che ci ha proposto un tour privato di un’intera giornata al costo di $ 120.000 CLP (circa 120€) a persona, inclusi colazione e pranzo. Ci siamo trovati molto bene con loro e non possiamo che consigliarli.

Giorno 11: Arica e San Miguel de Azapa
Per il nostro ultimo giorno ad Arica abbiamo in programma una visita alla vicina Valle de Azapa, famosa per la produzione di olive e non solo. A spingerci fin qui è la presenza di un particolare museo: il Museo Universidad de Tarapacá San Miguel de Azapa, che ospita le mummie più antiche del mondo.
Sì, hai capito bene: intorno al 5500 a.C. la popolazione dei Chinchorro, che abitava la costa del deserto di Atacama, iniziò a mummificare artificialmente i propri defunti. Le mummie rinvenute nell’area sono esposte nel museo di San Miguel de Azapa, insieme a una ricca collezione di manufatti delle civiltà precolombiane.

Tra mummie nere, mummie rosse e crani di ogni forma e dimensione, ci viene però anche una certa fame, a cui sopperisce il provvidenziale baracchino di empanadas davanti al museo.
Museo Universidad de Tarapacá San Miguel de Azapa – info utili
- Aperto dal martedì alla domenica, 10:00-17:00
- Biglietti adulti $ 2.000 CLP (circa 2€)
- È possibile raggiungere il museo da Arica con i taxi colectivos. Si trovano alla stazione degli autobus (Terminal Rodoviário) e si riconoscono dal colore giallo. Sono dei taxi da condividere con altri passeggeri che vanno nella stessa direzione. Il costo è di circa $ 2.000 CLP (2€) a persona.
Nel pomeriggio facciamo rientro ad Arica, dove ci godiamo una rilassante passeggiata lungo Playa Chinchorro e Playa las Machas. Osserviamo i surfisti che vanno incontro al tramonto sulle loro tavole e, dopo il calar del sole, ci godiamo un sushi vista oceano da Okaso Arica.

È iniziato il lungo e malinconico distacco da un paese, il Cile, di cui sappiamo di aver esplorato poco, nonostante i tanti giorni trascorsi. Eppure quel poco è stato così ricco: di ricordi, di immagini, di storie. Abbiamo imparato tantissimo e porteremo per sempre con noi il ricordo di questo altrove.
Il mattino successivo raggiungiamo in taxi l’aeroporto di Arica, da cui prendiamo un volo per Santiago del Cile. Nella capitale, dove tutto è iniziato, si conclude il nostro viaggio. Voliamo sopra le cime innevate delle Ande fino a Buenos Aires, poi attraverso l’Oceano Atlantico fino ad Amsterdam, e da qui a Milano.
Attraversiamo meridiani, perdiamo ore per strada, facciamo a pugni con il jet lag. Varchiamo la porta di casa con la sensazione di essere tornati da un altro pianeta. E forse è proprio così.

Quando andare in Cile: il periodo migliore per visitarlo
Qual è il periodo migliore per andare in Cile? Risposta: dipende da che zona vuoi visitare. Se, come noi, ti interessa soprattutto vedere il nord del Cile, allora il periodo che va da maggio a settembre è perfetto.
Durante il nostro viaggio in Cile ad agosto abbiamo trovato temperature intorno ai 15° a Santiago e Valparaíso, mentre il clima nel deserto di Atacama è pressoché stabile tutto l’anno, con 25-30° di giorno e temperature che possono scendere intorno allo zero di notte. Ad agosto potresti trovare precipitazioni nella zona centrale del paese, mentre non avrai problemi al nord (è tra i posti più aridi del pianeta!).

Parlando del clima in Cile, bisogna ricordare che le stagioni sono invertite rispetto all’Italia: l’estate va da dicembre a marzo, l’inverno da giugno a settembre. Se vuoi includere tappe come l’isola di Pasqua o la Patagonia, ti consigliamo di organizzare il viaggio tra dicembre e marzo.
Una volta scelto il periodo, comincerai a chiederti come vestirti in Cile. Il bagaglio dipenderà molto dalle tappe che decidi di fare. Nel deserto di Atacama dovrai trasformarti in un maestro di stratificazione: maglia e pantaloni termici per le escursioni più fredde, t-shirt e cappellino per le giornate più roventi, ma anche scaldacollo, guanti, pile, berretto di lana, crema solare 50+ e occhiali da sole!

Quanto costa fare un viaggio in Cile
I costi di un viaggio in Cile sono mediamente più alti rispetto agli altri Paesi del Sudamerica.
- Voli a/r: dagli 800€ ai 1.500€ per un posto in Economy. Noi abbiamo speso circa 1200€ a testa volando con Air France all’andata e KLM al ritorno.
- Alloggi: negli hotel di fascia media si spende pressoché come in Italia, tra i 70€ e i 120€ a notte in camera doppia con colazione. Gli ostelli sono diffusi sia nelle città che nelle aree più turistiche.
- Trasporti: abbastanza economici, specialmente gli autobus, mentre i taxi ti spennano anche in questa parte del globo! I voli interni, comodi da utilizzare per i lunghi spostamenti, costano circa 50€ a persona a tratta.
- Cibi e bevande: si possono mangiare ottime empanadas a 2-3€ (sufficienti per saziarsi), mentre per un pasto al ristorante si spende dai 15€ ai 25€ a persona. Le porzioni sono molto abbondanti!
- Escursioni: una voce di budget considerevole se, come noi, vuoi fare parecchi tour. Le escursioni guidate a San Pedro de Atacama vanno dai 35€ ai 65€ a persona, a cui si aggiungono i costi per l’ingresso nei parchi. Sono solitamente inclusi i pasti, come la colazione nei tour brevi, colazione e pranzo in quelli più lunghi.

La moneta ufficiale del Cile è il peso cileno (CLP). Consigliamo di controllare il tasso di cambio prima della partenza: ad agosto 2024 era di 0,00096 EUR. Un facile trucco per capire quanto stavamo spendendo era dividere i prezzi in pesos per 1.000.
Carte di debito e di credito sono accettate quasi ovunque per pagare in Cile, nelle città e nelle aree più turistiche come San Pedro de Atacama. A seconda della tua banca, ti potrebbero essere addebitate commissioni per i pagamenti internazionali (di solito pochi centesimi per transazione).
Avrai invece bisogno di contanti per:
- taxi (solo pochi accettano la carta);
- biglietti dei mezzi pubblici;
- biglietti di ingresso ai diversi parchi del deserto di Atacama;
- acquisti nei negozi delle aree più rurali.
I bancomat sono diffusi nelle città: ti consigliamo di prelevare una o massimo due volte, perché i costi delle commissioni vanno dai 4 agli 8€ a prelievo. Non abbiamo avuto bisogno di cambiare denaro: è comunque possibile farlo presso gli aeroporti, gli uffici di cambio e le banche, cercando il tasso più conveniente.

Come arrivare e come muoversi in Cile
Tutti i voli internazionali atterrano nella capitale, Santiago del Cile. Data la sua posizione centrale, Santiago è il perfetto punto di partenza per qualsiasi tipo di itinerario cileno, dalla Patagonia al Cile del Nord.
Dall’Italia, tuttavia, non esistono voli diretti. Quindi come si arriva in Cile? È possibile raggiungere il paese sudamericano con un solo scalo: i più comuni sono Madrid (in questo caso ti ritroverai a volare con Iberia o LATAM) e Parigi. Da queste due città ti aspetterà poi un volo di circa 13-15 ore.
Una volta a destinazione, per spostarti all’interno del Cile avrai due opzioni: autobus o aerei. L’intero territorio cileno è ben collegato da lunghe tratte in autobus, che possono raggiungere anche le 20 ore di viaggio (come nel caso di Santiago-San Pedro de Atacama).

Per ovviare alla perdita di tempo e alla devastazione fisica che deriva da questi spostamenti in bus, l’opzione dei voli interni resta la scelta migliore per gli spostamenti più lunghi. Da Santiago puoi raggiungere in aereo le principali località cilene come Punta Arenas, Calama, Arica e Iquique.
Tutti gli altri spostamenti possono essere fatti in autobus: per esempio noi siamo andati da Santiago del Cile ad Arica con l’autobus perché i voli per Arica vengono effettuati unicamente da Santiago e non da Calama.
Infine, in qualsiasi località tu ti trovi, se vuoi evitare quartieri poco sicuri o lunghi tragitti a piedi puoi sempre affidarti ai taxi: non propriamente economici ma senz’altro molto efficaci.
Poiché muoversi in Cile è relativamente semplice, pensiamo che un viaggio in solitaria in questo paese sia più che fattibile e sicuro.

Viaggiare in Cile: i documenti necessari
Cosa serve per entrare in Cile? Domanda lecita con una risposta semplicissima: per entrare in Cile è sufficiente il passaporto italiano con una validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’arrivo nel paese.
Il Cile può essere visitato senza visto turistico, che si rende necessario solo per permanenze di oltre 90 giorni nel paese.

Cosa mangiare in Cile: i piatti tipici
Prima di partire per un viaggio facciamo sempre lunghe ricerche a tema gastronomico. Il Cile non è stato da meno. Ci chiedevamo: cosa mangiare in Cile?
Siamo partiti con l’idea di ingozzarci di empanadas, uno dei nostri amori culinari sudamericani. Abbiamo tenuto fede alla parola data, provando empanadas di tutti i tipi: fritte, al forno, con la carne, con il pollo, vegetariane… Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che avremmo mangiato solo quelle: buonissime, economiche e molto efficaci nei momenti di fame estrema.

Inutile dirlo, il Cile offre una cucina più variegata delle sole empanadas. Tra i piatti tipici più diffusi troviamo il pastel de choclo (con un ripieno di carne di manzo, pollo, olive nere, uvetta e cipolle) e il lomo a lo pobre, presente anche con altre varianti (salmone a lo pobre ecc.), ovvero carne di manzo con sopra cipolle stufate e uovo fritto, servito su un letto di… patatine fritte.
Ti capiterà di trovare anche il ceviche peruviano, oltre a piatti della tradizione argentina, colombiana e boliviana. Nelle grandi città non mancano hamburgerie e locali di tendenza internazionale con piatti più moderni.
Tra i dolci spopolano il dulce de leche e la lemon meringue pie (per cui i cileni vanno letteralmente matti), ma se sei una persona golosa avrai solo l’imbarazzo della scelta.

Il Cile è sicuro? Consigli e assicurazione di viaggio
Uno dei timori principali legati a un viaggio in Sudamerica è quello della sicurezza. Per quanto riguarda la nostra esperienza personale, possiamo dirti che non ci siamo mai sentiti in pericolo.
Bisogna però tenere presenti alcune cautele quando si visitano città come Santiago, Valparaíso o Arica, dove – dicono i dati – gli episodi di microcriminalità sono in crescita.
Queste cautele consistono semplicemente nell’evitare determinati quartieri e, se possibile, alloggiare in quelli più benestanti, che di norma non comprendono i centri cittadini. Meglio anche evitare il più possibile di mostrare oggetti di valore (come smartphone o fotocamera) mentre si passeggia per strada.

Questi accorgimenti possono essere considerati eccessivi, ma il risultato è stato un viaggio tranquillo e senza imprevisti. Per noi il Cile è un paese sicuro e ci sentiamo di rassicurarti su qualsiasi dubbio tu possa avere in merito.
In ogni caso ti consigliamo caldamente di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio prima della partenza, così da essere tutelato sotto ogni punto di vista. Scegliendo un’assicurazione con Heymondo tramite il nostro link, hai diritto a uno sconto del 10% sulle tariffe base del loro sito web.

La nostra guida su cosa vedere in Cile in 10 giorni si conclude qui. Preparati a fare il pieno di storie e di paesaggi che sembrano provenire da un altro pianeta e a lasciare almeno un pezzetto di cuore dall’altra parte dell’oceano. Dubbi, domande, curiosità? Ti aspettiamo nei commenti!
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