Che cos’è l’Artico? E perché negli ultimi anni se ne parla sempre di più? Tra le pagine del volume di The Passenger che Iperborea dedica al grande Nord, l’Artico diventa il palcoscenico di tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e resistenze culturali.
Oltre il 66esimo parallelo: recensione del volume The Passenger Artico
Nel nuovo volume della celebre collana Iperborea, uno dei temi centrali è il rapporto tra l’uomo e la natura estrema. Frank Westerman ci porta nel mondo degli orsi polari, simboli fragili di un ecosistema che scompare. Elin Anna Labba racconta invece lo spostamento forzato di intere comunità a causa dello sfruttamento minerario, come la città di Kiruna in Svezia. Nel reportage più poetico del libro, Veronika Skotnes racconta le sensazioni uniche di una vita trascorsa su una barca a vela.
“Non so perché ho scelto di convivere con questa barca e trascorrere ogni ora del mio tempo su un pezzo di oceano che cerca continuamente di abbreviare la mia già breve esistenza, quello stesso oceano che è origine di ogni vita e al tempo stesso la fa perdere a tanti. Non so perché non scelgo invece le colline boscose, i prati verdi o le montagne lussureggianti. Non so perché ho scelto questa costa brulla, con irosi scogli che vorrebbero vedermi morta, e rupi sulle quali non cresce un solo albero. Ma è bella, questa costa. Certo, che è bella. Non ho mai visto niente di più bello del punto in cui il mare e la montagna s’incrociano alle latitudini più settentrionali, dove ogni anno il ghiaccio si spezza per lasciar avanzare l’estate, ancora una volta, per quanto rigido sia stato l’inverno.”

Nel libro ci sono tantissimi esempi: storie che evidenziano come la sopravvivenza all’estremo Nord oggi non sia più solo una sfida contro il freddo e il buio invernale. La battaglia oggi riguarda soprattutto l’identità dei popoli che abitano queste latitudini da sempre, come i sami o gli inuit.
Tra scioglimento del permafrost e orsi polari
In uno dei reportage più interessanti del volume, a cura della giornalista Joshua Yaffa, si racconta che a Jakutsk, nel Nordest della Russia, la gente vede letteralmente la propria casa sprofondare perché il cemento era stato gettato su un ghiaccio che non doveva sparire mai.
Lo scioglimento del permafrost non è solo un dramma ecologico (poiché ricco di carbonio che verrà rilasciato in atmosfera), ma anche un gigantesco problema economico. Si dovranno ripensare le fondamenta degli edifici, delle infrastrutture, dei ponti.
Ma ridurre l’Artico a una lotta contro le temperature in aumento sarebbe riduttivo. L’estremo nord è anche altro: è vivere in un villaggio sperduto della Groenlandia durante l’inverno, abituando il corpo al buio prolungato. È domandarsi se sulle isole Svalbard i veri padroni siano gli esseri umani o gli orsi polari. È chiedersi quali opportunità nasceranno se la terra diventa più calda e quindi coltivabile.

Il rischio principale, per noi lettori geograficamente lontani, è vedere l’Artico con l’occhio del colonizzatore: come una enorme terra colma di ricchezze da sfruttare, senza alcun occhio di riguardo per le popolazioni locali.
La storia di Kiruna, dove persone ed edifici vengono letteralmente presi e spostati altrove, è raccontata dal punto di vista di una giornalista Sami. Quando spostarono la chiesa della città, il dislocamento venne trasmesso in diretta tv nazionale. Che cosa ci resta quando le radici non valgono più nulla, quando per un po’ di ritorno economico in più si passa sopra a tutto?
L’Artico visto dall’acqua
E poi ci sono le storie belle, quelle che riempiono il cuore e fanno ritrovare un po’ di fiducia. La giovanissima Veronica Skotnes (autrice della lunga citazione a inizio articolo) vive tutto l’anno su una barca a vela, facendo su e giù lungo la costa norvegese.
È una vita, la sua, che le permette di afferrare la poesia del paesaggio nordico, pur accettandone gli ostacoli e le difficoltà. Sulla sua barca, Veronica percorre la costa del Finnmark, dove le persone sono alle prese con importanti cambiamenti riguardo la pesca, influenzata da correnti marine più calde.

E per noi Viaggiascrittori? Per noi l’Artico, o meglio il Nord Europa, significa casa. Quasi ogni anno, attratti dalle fresche temperature estive, voliamo lassù. E ci innamoriamo ogni volta di una terra diversa: prima l’Islanda, poi la Norvegia… e in futuro chissà.
Insomma, l’Artico ci ricorda che dietro tutte queste storie ci sono persone reali che devono adattarsi ai grandi cambiamenti in corso. Per noi che non ci abitiamo, ma che le viviamo da turisti, la speranza è che queste terre possano comunque conservare autenticità e bellezza. Che al di là di tutto, le ripide montagne delle Lofoten e le balene della baia di Húsavík siano lì ad aspettarci quando torneremo a trovarle.
Artico – The Passenger
- Autori: Rana Foroohar, Ilona Wiśniewska, Joshua Yaffa, Elin Anna Labba, Morten A. Strøksnes, Frank Westerman, Marzio G. Mian, Veronica Skotnes, Bathsheba Demuth, Leonardo Parigi
- Editore: Iperborea
- Pagine: 192
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