C’è chi pensa che il paradiso sia fatto di spiagge bianche e palme tropicali. Per noi, invece, sono casette di legno verniciate di rosso, specchi d’acqua glaciale e sole di mezzanotte. Ecco la guida completa per visitare il nostro paradiso nordico, le isole Lofoten in Norvegia, con un itinerario di 7 giorni.
Indice dei contenuti
- Isole Lofoten: dove si trovano e come arrivare
- Cosa vedere alle Lofoten in una settimana: il nostro itinerario
- Qual è il periodo migliore per visitare le Lofoten
- Quanto costa un viaggio alle isole Lofoten
- Dove dormire alle Lofoten: rorbuer e altri alloggi consigliati
- Lofoten: come vestirsi per un viaggio in estate
- Cosa mangiare alle Lofoten: i piatti da assaggiare
Isole Lofoten: dove si trovano e come arrivare
Quando si organizza un viaggio in un luogo così remoto, la prima domanda sorge spontanea: come ci arrivo? La risposta è più semplice di quanto tu creda.
Partiamo da qualche nozione geografica. Le isole Lofoten sono un arcipelago della Norvegia settentrionale, situate tra le contee di Nordland e Troms. Trovandosi a una latitudine di 68 gradi nord, si collocano sopra il Circolo Polare Artico. Le Lofoten sono collegate alla terraferma da una serie di ponti e tunnel stradali, che permettono di arrivare in auto fino al punto più meridionale dell’arcipelago.

Il modo più comodo per raggiungere le Lofoten dall’Italia è senz’altro l’aereo. Grazie alla nuova tratta estiva di Easyjet, Milano Malpensa è ora collegata direttamente all’aeroporto di Narvik-Harstad (EVE), a sole 2 ore e mezza di auto dalle Lofoten.
Lo stesso aeroporto è facilmente raggiungibile con uno scalo da Oslo, che a sua volta è ben collegata alle principali città italiane. In alternativa è possibile atterrare all’aeroporto di Bodø, da cui partono i traghetti per Moskenes, a breve distanza sia da Å che Reine, due delle principali tappe degli itinerari turistici alle Lofoten. Chi sceglie il traghetto può sia imbarcare l’auto a Bodø che noleggiarla direttamente a Moskenes (esistono infatti autonoleggi locali nell’area delle Lofoten).
Noi abbiamo optato per un classico autonoleggio con Hertz all’aeroporto di Narvik-Harstad, prenotato su DiscoverCars. Attenzione alle code, il banco della compagnia è piccolino e potresti dover aspettare un po’.

Cosa vedere alle Lofoten in una settimana: il nostro itinerario
Per visitare le isole Lofoten occorrono dai 5 ai 10 giorni di tempo. Noi ci siamo fermati per una settimana, ma se preferisci viaggi più lenti o se proprio vuoi cimentarti in tutti i trekking delle isole, allora potresti avere bisogno di più giorni.
Il nostro viaggio è iniziato a Svolvær, il centro più grande dell’arcipelago, ed è proseguito verso sud a Leknes, Nusfjord, Reine e Å. Da qui siamo poi risaliti a nord, fermandoci a Henningsvær per gli ultimi due giorni.

Giorno 1: Svolvær
Per raggiungere le Lofoten ci imbarchiamo sul volo inaugurale della tratta Malpensa-Narvik operato da Easyjet. Dopo meno di 4 ore atterriamo oltre il Circolo Polare Artico, dove un piccolo rinfresco attende i primi viaggiatori che, come noi, volano su questo aeroporto. La temperatura è magnifica, 12° di puro benessere.
Ritiriamo la nostra auto a noleggio al banco di Hertz. Contrariamente alle aspettative, non ci viene consegnata un’auto elettrica bensì una ibrida con cambio automatico. Qualche minuto di adattamento al volante e siamo pronti a partire in direzione di Svolvær, la nostra prima tappa sulle isole Lofoten.
Raggiungiamo Svolvær in circa 2 ore e mezza di guida e facciamo il check-in al Lofoten Rorbuer, il nostro alloggio per la prima notte. Svolvær è la città più grande delle Lofoten, con poco meno di 5.000 abitanti, e si estende su più isole collegate da ponti.


Il cuore della città è la zona del porto, a cui fa da sfondo la montagna Svolværgeita, e da dove partono le escursioni in barca per il Trollfjord, fiordo che separa le Lofoten dalle vicine isole Vesterålen. Sul porto si affacciano edifici moderni, ristoranti e file di cabin rosse usate come alloggi vacanze.
Ammirare le aquile di mare è un’attività imperdibile a Svolvær! Dai un’occhiata a questa attività: Da Svolvær: Gommone Lofoten Trollfjord Sea Eagle Safari
Ci godiamo una passeggiata tra i pontili del porto, respirando la tipica atmosfera norvegese super chill, e andiamo a dare un’occhiata alla chiesa di Svolvær, che svetta sul centro abitato con la sua torre bianca.
Vorremmo cenare al ristorante Bacalao, ma veniamo rimbalzati perché al completo, quindi ripieghiamo sullo street food del porto. Prima di rientrare, facciamo un salto al supermercato per comprare qualche genere di prima necessità e veniamo intercettati dalla pioggia sulla via del ritorno.


Giorno 2: Da Svolvær a Leknes
Il nostro secondo giorno alle Lofoten inizia con una passeggiata a Linken, belvedere da cui si può ammirare Svolvær dall’alto. Raggiungiamo con l’auto il punto di inizio dell’escursione, pochi chilometri fuori dal centro abitato, e iniziamo a salire.
Il tempo non è dei migliori, grigio e piovoso, ma più che adatto per questa semplice passeggiata di un’ora (3,8 km a/r, dislivello 152 metri). Il punto di arrivo è un’antenna posta in cima a una collina; da qui, inoltrandosi un po’ nella vegetazione, si raggiunge il belvedere. Se solo uscisse un raggio di sole, la vista sul monte Svolværgeita e il porto sottostante sarebbe una cartolina.

Se cerchi un trekking più impegnativo e spettacolare, considera quello a Tjeldbergtinden (3,7 km a/r, 325 metri di dislivello, circa 3 ore). Il punto di inizio è lo stesso del Linken, finché non si incontra una diramazione sulla destra. Salendo tra vegetazione e rocce potrai raggiungere la cima del Tjeldbergtinden, da cui la vista si apre sulla baia di Svolvær e su Skrova Bay.
Un’altra escursione popolare da fare a Svolvær è quella sul monte Fløya (3 km a/r, 590 metri di dislivello, circa 3 ore). Per raggiungerlo si passa anche da Djevelporten, la “porta del Diavolo”, una roccia incastrata tra due montagne. Il trekking è in parte su gradoni di pietra costruiti dagli Sherpa e in parte su terreno battuto, con tratti un po’ esposti. Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Visit Norway.
Tornati all’auto, è ora di riprendere il nostro viaggio. La prossima tappa è la chiesa di Gimsøy, sull’isola di Gimsøya: un luogo che sembra uscito dalle pagine di un romanzo norvegese di inizio Novecento. La chiesetta di legno è affacciata su una magnifica spiaggia di sabbia bianca. Quando il sole fa capolino tra le nuvole, le spiagge di Gimsøya risplendono d’oro, verde e turchese.


Per pranzo facciamo sosta al FURU Café, con due deliziosi panini (hanno anche opzioni veg) e uno dei cinnamon bun più buoni di tutto il viaggio. Il locale è anche un ostello, con accesso diretto a un lago, ed è gestito da ragazzi gentilissimi.
Nel pomeriggio raggiungiamo il villaggio di Ballstad per una breve escursione panoramica: Nonstinden – Ballstadheia. Ballstadheia (letteralmente “brughiera di Ballstad”) è una spianata erbosa che si trova a 270 metri d’altezza sul livello del mare, mentre Nonstinden è il nome della cima che la sovrasta.

L’escursione parte in prossimità del Kræmmarvika Rorbuer, dove un cartello indica il percorso recentemente attrezzato dagli Sherpa con larghe pietre che rendono agevole la salita. Dopo poco più di 200 metri raggiungiamo Ballstadheia, da cui si ammira un panorama meraviglioso sul villaggio e le sue coste. Volendo, si può proseguire fino alla cima o seguire gli altri percorsi indicati.
L’escursione completa Nonstinden – Ballstadheia è un itinerario ad anello di 7 km, con 459 metri di dislivello, da fare in 3-4 ore. Qui trovi il percorso nel dettaglio.


Per la notte raggiungiamo il Lofoten Basecamp, una struttura che ripropone in chiave moderna le tradizionali casette dei pescatori (“rorbuer”). La fila di cottage rossi che si specchiano nel mare del tardo pomeriggio è uno dei ricordi più romantici del nostro viaggio.
Dopo una frugale cena in casa, non possiamo farci mancare un assaggio di sole di mezzanotte. Guidiamo verso la vicina Haukland Beach, dove facciamo una passeggiata sulla spiaggia avvolti nella luce calda e dorata. È una delle spiagge delle Lofoten più belle e conosciute, da non perdere!

È incredibile vedere quanti ragazzi siano attrezzati per dormire in spiaggia; in ogni spiazzo erboso che superiamo c’è sempre qualcuno che sta montando una tenda o parcheggiando un van. In Norvegia, infatti, il campeggio libero è consentito, a patto di mantenere una distanza di 150 metri dall’abitazione più vicina.
Vuoi vivere l’esperienza del sole di mezzanotte in modo davvero speciale? Dai un’occhiata a questa attività: Eggum: Tour in kayak del sole di mezzanotte delle Isole Lofoten

Giorni 3 e 4: Nusfjord, Reine e Å
Il nostro terzo giorno alle Lofoten inizia in salita, letteralmente. Scopriamo che proprio dietro il Lofoten Basecamp parte l’escursione Offersøykammen, tra le più panoramiche dell’arcipelago. Non l’avevamo inserita nel nostro itinerario prima di partire, quindi improvvisiamo e chiediamo indicazione ai gestori sull’esatto punto di partenza.
A differenza di percorsi attrezzati come Nonstinden – Ballstadheia, qui c’è da arrampicarsi tra pietre e rocce per un dislivello di 436 metri. Scarsa visibilità e fango rendono la salita piuttosto difficoltosa. Arrivati a pochi metri dalla sommità, decidiamo di tornare indietro: inutile proseguire, perché siamo dentro una coltre di nubi che ci impedisce di vedere anche dove stiamo camminando.
Quando si affronta un’escursione alle Lofoten, bisogna sempre mettere in conto le condizioni atmosferiche. Devi accettare che, in qualche caso, salirai su un belvedere e non vedrai assolutamente nulla. A volte le nuvole formano un muro compatto, il vento sembra volerti spazzare via e la pioggia ti martella, per poi uscire il sole dopo qualche minuto. Altro che quattro stagioni in un giorno, come si dice in Irlanda, qui ci sono quattro stagioni all’ora!

La pioggia resta all’ordine del giorno mentre ci spostiamo in auto verso Vikten Beach, un’altra bella spiaggia delle Lofoten con montagne a picco sul mare. Purtroppo non riusciamo a godercela neanche per un minuto: il maltempo ci fa cercare rifugio in un caffè sulla spiaggia. E questo imprevisto si trasforma in un momento magico.
Il caffè vicino alla spiaggia di Vikten si chiama Glasshytta ed è in realtà una vetreria, fondata degli anni ‘70 da Asvar Tangrand, il primo maestro vetraio del profondo nord norvegese. Nel suo laboratorio si può assistere a dimostrazioni di soffiatura del vetro e vedere come nascono i bellissimi oggetti esposti nel negozio. Il tutto mentre il caffè annesso sforna deliziosi cinnamon e cardamom bun. Un sogno.


Rinfrancati da questa seconda colazione, proseguiamo lungo la E10 fino alla deviazione per Nusfjord, paesino di pescatori tra i più antichi e meglio conservati di tutta la Norvegia, divenuto celebre grazie alle sue casette gialle e rosse.
Nel frattempo si è fatta ora di pranzo, perciò decidiamo di rifocillarci all’incantevole Karoline Restaurant con un fish and chips e un’insalata di salmone prima di partire all’esplorazione dei vicoletti di Nusfjord.
Dal momento che oggi questo paesino è un’attrazione turistica, si paga un biglietto di ingresso di circa 8-9 euro (100 NOK). Ne vale la pena? Per noi, assolutamente sì. Le foto a Nusfjord si scattano da sole, tra i rorbuer che si riflettono nell’acqua del fiordo e un ennesimo cinnamon bun alla buonissima Hansines Bakeri.


Nel pomeriggio ripartiamo in direzione di Reine, dove trascorreremo le due notti successive. Lungo la strada facciamo una sosta a Rambergstranda, considerata una delle spiagge più belle e iconiche dell’arcipelago.
Purtroppo il clima continua a remarci contro, ma restiamo comunque affascinati dallo scenario che ci circonda, con le montagne che abbracciano la baia di Ramberg e l’immancabile casottino rosso fotografato da tutti.

Ancora un po’ di strada e approdiamo infine a Reine. Qui dormiamo al Catogården – Boutique Home & Activity Centre, il nostro alloggio preferita della settimana.
La struttura, che dispone di sole camere con bagni in comune, si pone l’obiettivo di essere un punto d’incontro, di socialità e comunità, in puro stile di vita “nordico”. Si può prenotare la sauna, dei tour in kayak e un corso di yoga gratuito che si tiene ogni mattina. Fun fact: prima di entrare ci si toglie le scarpe.
Chiudiamo la lunga giornata con una breve passeggiata per Reine e qualche prima foto scattata a questi panorami incredibili.


Il giorno dopo dovrebbe essere dedicato al Reinebringen, l’escursione più amata di tutte le Lofoten. 2000 scalini posizionati dagli Sherpa nepalesi portano fino a un belvedere a 448 metri di altezza. E che belvedere! Per mesi, prima di partire, avevamo sognato guardando le foto scattate da lassù…
Ma purtroppo piove. Anzi, diluvia. E le nuvole, basse basse, ci fanno capire che una volta arrivati in cima non riusciremmo a vedere nulla. Decidiamo allora di occupare la mattinata visitando Å, il comune con il nome più corto al mondo e punto più estremo (raggiungibile in auto) delle Lofoten.
Arrivati a Å, ci uniamo a una visita guidata del Norsk Fiskeværsmuseum, per scoprire come vivevano i pescatori norvegesi nel periodo che va dal 1840 al 1960 circa, prima che il paese trovasse il petrolio e si arricchisse.


I pescatori delle Lofoten, infatti, erano soprattutto contadini provenienti dall’entroterra. Raggiungevano l’arcipelago con un piccolo baule a testa: dentro pochi affetti personali e un testamento, che non mancava mai. L’oceano sapeva essere spietato. Ogni villaggio aveva, inoltre, una fabbrica di olio di fegato di merluzzo: una volta scoperte le sue proprietà benefiche, non se poteva fare a meno.
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Salutiamo Å e ci rifugiamo per pranzo da Anita’s Sjømat, il fish bar più frequentato di Reine. Se ami il pesce, qui avrai davvero l’imbarazzo della scelta: fish burger, zuppe, sushi freschissimo, aragoste, salmone… il nostro burger di merluzzo con topping di gamberetti è da perdere la testa!

La pioggia ci accompagna anche durante il pomeriggio, per cui decidiamo di dedicarci ad alcuni photostop che ci eravamo segnati. Tra questi, da non perdere quello che si trova sull’isola di Hamnøy. Dal ponte, la vista sull’Eliassen Rorbuer merita davvero la copertina della Lonely Planet.
Rientrati a Reine visitiamo la Harr Art gallery al Reine Cultural Center, dove sono esposte alcune opere di Eva Harr. Subito dopo ci lanciamo su una torta al Bringen Kaffebar, come consolazione per la giornata dal clima tipicamente norvegese. Chiudiamo infine la serata con una buona zuppa di pesce al Tapperiet Bistro.
Un’altra escursione molto bella e facile da fare partendo da Reine è quella a Bunes beach. Si parte con il battello da Reine, si scende a Vindstad e da lì si cammina fino a Bunes, raggiungibile in un’oretta con un dislivello di 80 metri circa. Qui trovi il percorso nel dettaglio.

Giorno 5: Kvalvika Beach e Henningsvær
Il quinto giorno in Norvegia ci svegliamo e subito ci rendiamo conto che il Reinebringen non è ancora praticabile. A malincuore rinunciamo a questa escursione e ci rimettiamo alla guida con l’idea di ripiegare sull’escursione a Ryten, da cui si ammira il panorama su Kvalvika Beach.
Per raggiungere il punto di partenza di questa passeggiata molto frequentata dovrai guidare fino al paesino di Fredvang e poi proseguire ancora lungo la strada, seguendo i cartelli per il parcheggio (a pagamento, 100 NOK) di Ryten/Kvalvika.
Iniziamo l’escursione sotto una pioggerellina fine, che poco dopo smette e ci permette di coprire in scioltezza la prima metà del percorso, fino al laghetto Forsvatnet, vicino al quale sorge anche una cabin privata.

Da qui in avanti, purtroppo, a tenerci compagnia è il diluvio universale. Copriamo il tratto che ci separa dalla cima di Ryten arrancando nel fango, travolti da vento e pioggia. Ma ecco che arriviamo in cima e smette di piovere.
Dall’alto, Kvalvika Beach ci appare in tutta la sua bellezza, le onde che si infrangono bianche sulla spiaggia incontaminata e il cielo minaccioso del nord Europa che fa da sfondo al panorama.

Dato il clima instabile, abbiamo preferito non scendere fino alla spiaggia, ma ti consigliamo assolutamente di farlo nelle belle giornate… e portati anche un costume!
Complessivamente, l’escursione di Ryten-Kvalvika Beach è lunga 3,5 km, con 543 metri di dislivello, da fare in 2-3 ore. La prima parte del percorso è parzialmente attrezzata con passerelle di legno. Non è particolarmente impegnativa, tranne brevi passaggi da fare tra le rocce aiutandosi con le mani oppure su terreno fangoso.

Al ritorno dalla passeggiata, ci rimettiamo in auto per raggiungere Henningsvær, che sarà la nostra base per le ultime due notti. Spezziamo il tragitto di quasi 2 ore con un’altra sosta al FURU Café, dove recuperiamo le energie con una fetta di carrot cake (anzi due).
Il villaggio di Henningsvær si sviluppa sulle isole di Heimøya e Hellandsøya, collegate fra loro e alla terraferma da ponti. È come se gli abitanti si fossero divertiti a sparpagliare tra le isole una manciata di case di legno colorate, barche da pesca e un campo da calcio che occupa un isolotto tutto suo.

Facciamo il check-in nell’accogliente Henningsvær Guesthouse, in pieno centro, e usciamo a procacciarci la cena. La nostra scelta cade sul Trevarefabriken: un luogo pazzesco, hotel ma anche ristorante e centro di aggregazione, ricavato all’interno di un’ex falegnameria.
È la serata del Pride Quiz e il locale è strapieno di ragazzi e ragazze che sembrano divertirsi un mondo. Ci accomodiamo ai tavoli esterni e ordiniamo una pizza: sì, una buonissima pizza cotta nel forno a legna alle Lofoten, mangiata vista mare. Almeno finché non diventa troppo freddo e ci rintaniamo in camera.

Giorno 6: Henningsvær e Glomtinden
Il giorno dopo inizia con una ricchissima colazione inclusa nel prezzo: salumi, formaggi, yogurt, frutta, uova… il tavolo è tappezzato di cibo, che lentamente ma meticolosamente finisce nei nostri stomaci.
A pancia piena iniziamo la nostra esplorazione di Henningsvær. Si tratta di uno dei villaggi più deliziosi delle Lofoten, con botteghe artigianali, negozietti hipster e ristoranti affacciati sull’acqua. La maggior parte degli edifici si sviluppa lungo il porto, da cui partono anche tour in kayak ed escursioni in barca.
Non possiamo non visitare il famoso campo da calcio di Henningsvær, protagonista di infiniti Reel e TikTok. Spoiler: da terra è un normalissimo campo da calcio usato dalla gente del posto, ma il fatto di essere circondato da acqua e scogli lo rende molto suggestivo.


Siamo indecisi se visitare la Kaviarfactory, un’ex fabbrica di caviale trasformata in una galleria d’arte contemporanea dai collezionisti Venke e Rolf Hoff. Ma la giornata è troppo bella per stare al chiuso, per cui eccoci di nuovo con gli scarponcini ai piedi, pronti per un’altra escursione.
Decidiamo di salire al Glomtinden, un punto panoramico da cui si possono ammirare i laghi Rørvikvatnet e Hopsvatnet, la città di Svolvaer e il monte Vågakallen. Arrivati al punto di partenza, parcheggiamo l’auto nello spiazzo sterrato che precede l’inizio del percorso. L’escursione a Glomtinden è lunga 2,8 km, con un dislivello di 370 metri e richiede circa 2 ore per essere completata.

ll primo tratto è molto semplice, su una strada di ghiaia. Dopo circa 1,6 km imbocchiamo un sentiero tra la vegetazione sulla destra e iniziamo a salire verso la cima. Più saliamo, più la vista si apre sui laghi circostanti, finché non raggiungiamo un altopiano roccioso, da cui ci godiamo il magico panorama.
Potremmo proseguire arrampicandoci ancora di 200 metri sulla vetta, ma l’accesso alla sommità è particolarmente ripido e la vista non cambierebbe di molto.


Un’altra escursione da fare a Henningsvær è Festvågtind, dalla cui sommità si gode una vista magnifica sulla cittadina e il suo fiordo dall’alto. Il percorso è lungo appena 1,5 km, ma prevede un dislivello di 540 metri ed è abbastanza ripido, tra rocce e tratti che possono risultare scivolosi. Chi è salito lassù garantisce: ogni sforzo sarà ripagato! Qui trovi il dettaglio del percorso.
Il resto della giornata è dedicato al relax. Facciamo merenda da Henningsvær Lysstøperi and Cafe (qualcuno dice i migliori cinnamon bun delle Lofoten, ma ne abbiamo mangiati di più buoni), poi ceniamo al Klatrekaféen, un locale molto grazioso sul porto. È la nostra ultima cena oltre il Circolo Polare Artico e c’è già un po’ di nostalgia.

Giorno 7: Ripartenza da Narvik
La mattina del settimo giorno ripetiamo la piacevole esperienza della colazione alla nostra guesthouse: ce la godiamo con calma, perché il programma della giornata prevede la ripartenza verso l’aeroporto di Narvik.
Ripercorriamo la strada dell’andata senza fretta, riempiendo gli occhi degli ultimi scorci di paesaggio visti dal finestrino dell’auto. Non siamo tristi: sì, stiamo lasciando le Lofoten, ma il nostro viaggio continua.
A Narvik, infatti, ci aspetta un volo per Bergen. Da lì, dopo aver visitato la città, noleggeremo un’altra auto per esplorare i fiordi tra Bergen e Ålesund. Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo in un altro articolo.
Leggi anche: Fiordi norvegesi: itinerario di una settimana tra Bergen e Ålesund e Cosa vedere a Bergen: 7 attrazioni imperdibili

Qual è il periodo migliore per visitare le Lofoten
Se ti stai chiedendo quale sia il periodo migliore per visitare le Lofoten, innanzitutto ti stupirà sapere che non c’è una sola risposta giusta. Noi, per esempio, abbiamo deciso di andare a fine giugno per vivere l’esperienza del sole di mezzanotte.
Hai capito bene: Le Lofoten, che si trovano oltre il Circolo Polare Artico, godono di circa 53 giorni di luce totale durante l’estate, in cui il sole non tramonta mai. Allo stesso modo, d’inverno, la notte polare dura dai 27 ai 35 giorni, e in quel periodo il sole non sorge proprio.

Il sole di mezzanotte ti permette di organizzare le tue giornate (e le escursioni) in maniera molto più flessibile, approfittando dei momenti di bel tempo per le attività all’aperto. Le temperature estive si aggirano intorno agli 8 gradi di minima (giugno) e 15 gradi di massima (agosto). Attenzione a sottovalutare mai le giornate di sole: a queste latitudini basta poco per scottarsi!
Se invece speri di vedere l’aurore boreale, il periodo indicato è quello che va da settembre ad aprile. Le Lofoten sono attrezzate per accogliere anche il turismo invernale, ma in pieno inverno dovrai per forza di cose rinunciare alla maggior parte dei trekking. Con un po’ di fortuna, l’aurora potrebbe essere già visibile a fine agosto.

Quanto costa un viaggio alle isole Lofoten
Risposta breve: tanto. Risposta lunga: dipende dalla capacità di adattamento e dalle scelte di viaggio. Una volta esclusi i costi fissi come voli, noleggio auto, e benzina, le voci di spesa più consistenti in un viaggio alle Lofoten sono senza dubbio alloggi e cibo.
Appartamenti, B&B, hotel, rorbuer… alle Lofoten non manca la scelta su dove dormire. Ricorda: un alloggio dotato di angolo cucina permette di consumare pasti a casa con facilità, risparmiando soldi sul cibo. Allo stesso modo ti consigliamo di non privarti della cucina locale, perché merita molto.

Noi, per una settimana alle Lofoten, abbiamo speso all’incirca 1300 euro a testa. La spesa più impattante è stata l’auto a noleggio: le vetture disponibili tendono a esaurirsi in fretta, perciò ti consigliamo di prenotare il prima possibile.
Un’altra aggiunta – per noi irrinunciabile – alle spese è l’assicurazione di viaggio, che aiuta a partire con il cuore un po’ più leggero in caso di imprevisti. Clicca qui per avere il 10% di sconto sull’assicurazione Heymondo.

Dove dormire alle Lofoten: rorbuer e altri alloggi consigliati
Un tempo semplici alloggi di pescatori, i rorbuer (o rorbu, al singolare) sono oggi gli alloggi turistici più richiesti dell’arcipelago. Il loro nome deriva dal norreno rør, che significa palo, e bu, un più generico “abitazione”. Il palo fa riferimento alle palafitte che sorreggono la casa, spesso costruita direttamente sull’acqua.
Oggi i rorbuer possono essere dotati di tutti in comfort oppure molto semplici, la scelta dipende dal budget che hai a disposizione. Ciò che è certo è che non puoi non trascorrere almeno un paio di notti in una di queste casette rosse.

Per quanto riguarda gli altri alloggi, ti consigliamo di dare uno sguardo a ostelli, B&B e appartamenti. Gruppi numerosi possono optare per le cabin, spesso attrezzate per lunghi soggiorni. Non disdegnare le strutture che offrono camere con bagni in comune: in Nord Europa è una prassi comune e i bagni sono sempre molto puliti.
Ecco i dettagli delle strutture dove abbiamo dormito alle Lofoten e che ti consigliamo:
- 1 notte a Svolvær Lofoten Rorbuer
- 1 notte vicino a Leknes Lofoten Basecamp
- 2 notti a Reine Catogården – Boutique Home & Activity Centre
- 2 notti a Henningsvær Guesthouse

Lofoten: come vestirsi per un viaggio in estate
Sembrerà una risposta banale, ma un viaggio alle Lofoten in estate richiede il classico abbigliamento “a cipolla”. Maglietta a maniche corte (meglio se traspirante), pile e giacca a vento impermeabile. Anche i pantaloni noi li preferiamo lunghi e impermeabili.
Indispensabili gli scarponcini da trekking, gli occhiali da sole e la crema solare. In parole povere, in valigia dovrai mettere quello che metteresti per una vacanza in montagna in Italia in bassa stagione (primavera o autunno). I più ottimisti vorranno portare anche un costume da bagno: fare un tuffo nell’oceano artico è un’esperienza che difficilmente si dimentica.

Cosa mangiare alle Lofoten: i piatti da assaggiare
Come puoi immaginare, il protagonista assoluto sui menù delle Lofoten è il pesce. Il merluzzo si trova in mille forme e formati diversi. Lo stoccafisso viene messo ad essiccare nei classici bancali all’aperto e spesso ha un costo più elevato rispetto al merluzzo fresco.
Non mancano gamberi, salmone e tanti altri pesci freschissimi (in menù troverai quasi sempre “il pesce del giorno”: significa che è appena stato pescato, chiedi ai camerieri di quale pesce si tratta). Senza dimenticare le zuppe, preparate come si usa fare in Nord Europa, dolci e cremose.
Se preferisci la carne, alle Lofoten troverai agnello, alce e soprattutto renna. Noi abbiamo preferito non assaggiarli, ma sono opzioni molto frequenti nei menù locali. La balena, invece, è un prodotto perlopiù turistico e quasi sempre è surgelata.
Non mancano i piatti vegetariani o vegani, così come i dolci. Anzi, direi che i dolci rischiano di essere la tua tentazione maggiore. Girelle alla cannella, al cardamomo, torte di carote e di ogni tipo… saranno la tua consolazione più grande nelle giornate di pioggia!

Ed eccoci arrivati in fondo alla nostra guida per visitare le isole Lofoten. Qualsiasi periodo dell’anno tu scelga, aspettati di rimanere folgorato da questo arcipelago sopra il Circolo Polare Artico. Hai domande o curiosità sul nostro viaggio? Lascia un commento!
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