Quando dici Normandia, dici magia. Questa regione francese tra le più famose e amate è un concentrato di meraviglie che vanno dall’abbazia di Mont Saint-Michel alle scogliere bianche di Étretat. Ecco la nostra guida per visitare la Normandia in 5 giorni!
Cosa fare in Normandia in 5 giorni on the road
Case a graticcio e lunghe scogliere, cattedrali gotiche e pittoresche fattorie, la magia dell’alta e della bassa marea: solo a pensarci, la Normandia sembra un paese da fiaba.
Famosa per Mont Saint-Michel, Rouen, i quadri di Monet e i luoghi dello sbarco, questa regione della Francia custodisce innumerevoli tesori. Il nostro viaggio in Normandia on the road è durato solo 5 giorni, ma sarebbe servita una settimana o più per vedere tutto.

In questa guida ti raccontiamo il nostro itinerario, ricco di consigli e curiosità per esplorare questa destinazione. Preparati a scoprire cosa vedere in Normandia e molto di più!
Indice
- Giorno 0: arrivo a Parigi Beauvais e cena a Gisors
- Giorno 1: Vernon, Giverny, Les Andelys e Rouen
- Giorno 2: Abbazia di Jumièges, Étretat e Honfleur
- Giorno 3: Côte Fleurie, Bayeux e i luoghi dello sbarco in Normandia
- Giorno 4: Mont Saint-Michel
- Giorno 5: distilleria Maison Busnel e ripartenza da Parigi Beauvais
- Dove dormire in Normandia: appartamenti, hotel e gîte
- Qual è il periodo migliore per andare in Normandia
- Come si arriva in Normandia: quale aeroporto scegliere
- Guidare in Normandia: consigli per il noleggio auto
- Come vestirsi per un viaggio in Normandia
Giorno 0: arrivo a Parigi Beauvais e cena a Gisors
Il nostro viaggio in Normandia inizia con volo da Milano Malpensa all’aeroporto di Parigi Beauvais, distante circa 70 km dalla nostra prima tappa: Giverny.
Una volta atterrati, aspettiamo che ci raggiungano altri due compagni di viaggio, quindi ritiriamo l’auto a noleggio prenotata su Discover Cars. Ed eccoci alla guida, pronti per iniziare ufficialmente il nostro on the road in Normandia!
Lungo la strada che ci separa da Giverny, ci fermiamo per la cena a Gisors. La scelta non è casuale: questa cittadina di 12.000 anime è legata alla leggenda del Tesoro dei Templari, un mistero troppo intrigante per non indagare in prima persona.
La nostra passeggiata serale per Gisors non ci porta a nessun tesoro, ma troviamo belle case a graticcio, un grazioso lavatoio e soprattutto un ottimo hamburger da Le Bur’G. Dopo cena ci rimettiamo alla guida e raggiungiamo il nostro appartamento a Vernon.

Giorno 1: Vernon, Giverny, Les Andelys e Rouen
Il risveglio a Vernon parte con la ricerca del primo pain au chocolat su suolo normanno. Questo villaggio nel dipartimento dell’Eure si trova lungo la Senna, ad appena 5 km da Giverny.
La cosa più pittoresca da vedere a Vernon è un mulino a graticcio simbolo della città, Le Vieux-moulin, dipinto anche da Monet. Altro edificio significativo è il Castello di Tourelles, fatto costruire dal re Filippo Augusto nel 1196.

Casa e giardini di Monet a Giverny
Dopo un veloce giro per Vernon saliamo in auto diretti a Giverny, il vero motivo della nostra presenza in zona. È proprio qui che si trova la casa di Claude Monet, che vi abitò dal 1883 fino alla sua morte nel 1926. A Giverny vide la luce uno dei suoi cicli di opere più famosi, le Ninfee.
Visitare la casa di Monet a Giverny significa immergersi nel mondo del pittore impressionista, tra fiori colorati di ogni varietà, ponti giapponesi e laghetti. In questo villaggio di appena 300 abitanti Monet costruì il suo paradiso terrestre.
Quando il pittore e la sua famiglia acquistarono la proprietà chiamata Clos Normand, questa era composta da una casa padronale, un fienile poi trasformato in atelier e un grande giardino. Qualche anno più tardi, il pittore aggiunse una nuova parte alla tenuta: facendo deviare un affluente del fiume Epte, creò un bacino d’acqua dove coltivare le ninfee.


Oggigiorno una passeggiata nei giardini di casa Monet non è un’esperienza così rilassante, visto che si tratta di uno dei siti turistici più visitati di Francia, ma questo luogo resta comunque un incantesimo.
Anche gli interni della villa sono notevoli e colpiscono per il loro gioco di colori: la facciata rosa, la sala da pranzo gialla, la cucina blu e una ricca collezione di quadri e stampe giapponesi.
Casa e giardini di Claude Monet – Info utili
- Orari: Aperta tutti i giorni dal 29 marzo al 1 novembre, 9:30-18:00
- Biglietti: 11€ adulti, 6,50€ bambini dai 7 agli 11 anni e studenti, gratuito sotto i 7 anni
- Tempo di visita 2 ore circa
- Raccomandiamo l’acquisto dei biglietti online in anticipo, specialmente nel fine settimana e in alta stagione
- Giverny: visita guidata alla Casa e ai Giardini di Monet


Soddisfatti gli occhi, è il momento di soddisfare anche il palato, con un ottimo Croque Monsieur da Au Coin du Pain’tre. Dopo pranzo ci rimettiamo in auto per raggiungere la prossima tappa della giornata.
Les Andelys
L’incantevole villaggio di Les Andelys è adagiato sulla sponda della Senna e offre una piacevole sosta sulla via per Rouen. Ti consigliamo di raggiungere questo belvedere in auto (o a piedi in circa 30 minuti dal centro del paese) per ammirare una vista superba sul fiume e su Château Gaillard.

Il castello fu costruito tra il 1196 e 1198 per volere del re d’Inghilterra e duca di Normandia Riccardo Cuor di Leone. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di visitarlo, ma merita la sosta.
Château Gaillard – Info utili
- Orari: Aperto dal 30 marzo al 3 novembre, tutti i giorni tranne i lunedì e martedì non festivi, 10:00-12:00 e 14:00-18:00
- Biglietti: adulti 3,50€, ridotti 3€
- Sito web

Rouen
Tappa conclusiva della giornata è Rouen, dove alloggiamo in questo appartamento a pochi passi dal centro. Giusto il tempo di scaricare le valigie che siamo già fuori, tra le strade di questa bellissima città francese.
Rouen è il capoluogo della Normandia ed è storicamente legata a diversi personaggi famosi, da Guglielmo il Conquistatore a Giovanna d’Arco, da Gustave Flaubert a Pierre Corneille. Anche chi non si interessa di storia si innamorerà di questa città sulla Senna e delle sue circa 2.000 colorate case a graticcio.
La nostra visita di Rouen inizia da Place du Vieux-Marché, un tempo piazza del mercato, oggi circondata su ogni lato da caffè e ristoranti. Proprio qui fu arsa viva nel 1431 Jeanne d’Arc, la Pulzella d’Orléans, a cui è intitolata anche la moderna chiesa a forma di scafo rovesciato al centro della piazza.


Proseguiamo verso il Gros-Horloge, uno dei simboli della città. Si tratta di una grande arcata rinascimentale che ospita un orologio astronomico del XIV secolo in una cornice dorata. Superato l’arco, giungiamo alla Cathédrale Notre-Dame, la cui facciata fu dipinta da Monet in una trentina di opere al variare delle condizioni di luce. Questa immensa cattedrale gotica vanta la guglia più alta di Francia e si può visitare gratuitamente.
La passeggiata continua nel Quartier Saint-Maclou alle spalle della cattedrale. Proprio qui si trovano le 2.000 case a graticcio di cui abbiamo parlato, tra vie lastricate e caffè dall’aria deliziosa.


Da non perdere l’Église Saint-Maclou, altra chiesa in stile gotico fiammeggiante, e l’Aître Saint-Maclou, un ex cimitero della peste risalente al Medioevo. Di questo oscuro passato oggi restano un bel cortile alberato, gli scheletri che ornano colonne e travi della galleria e un gatto mummificato conservato in una teca, si dice per buona fortuna.
Mentre torniamo verso l’appartamento, passiamo davanti all’Abbatiale Saint-Ouen, altra chiesa gotica di Rouen, e al Palais de Justice, dove i colpi di obice sulla facciata ovest ricordano i bombordamenti della seconda guerra mondiale.
Concludiamo la giornata con un delirio di formaggio fuso e una bottiglia di vino da Raclette To Go. A letto presto, l’indomani ci aspetta un’altra giornata intensa.

Giorno 2: Abbazia di Jumièges, Étretat e Honfleur
Il secondo giorno in Normandia inizia salutando Rouen e rimettendoci in viaggio sotto un cielo terso verso la prima tappa della giornata. Dopo circa 40 minuti di guida arriviamo in vista delle scenografiche rovine dell’Abbazia di Jumièges, fondata nel 654 dai Benedettini.
Abbazia di Jumièges
Ciò che rimane di questo imponente edificio lascia soltanto immaginare quanto dovesse essere grande nel momento del suo massimo splendore. Come successe a tanti altri monumenti religiosi, durante la rivoluzione francese l’abbazia fu demolita, smembrata e addirittura utilizzata come cava.
Victor Hugo la definì “la più bella rovina di Francia” e non ci sentiamo di dargli torto. Camminare tra i resti di questo luogo unico e romantico è come fare un tuffo nel passato.

Se hai molto tempo a disposizione ti consigliamo di visitarla con calma, passeggiando nel parco che circonda l’edificio e godendoti la prospettiva delle rovine da ogni angolazione possibile, aspettando i cambi di luce.
Merita una visita anche l’alloggio abbaziale, in stile classico e costruito verso la fine del XVII secolo. Qui vengono allestite arti visive e mostre fotografiche a dir poco particolari. Una volta fuori, se lo stomaco brontola, non farti scappare un pain au chocolat alla boulangerie Pâtisserie David et Stéphanie.
Abbazia di Jumièges – Info utili
- Orari: dal 15 aprile al 15 settembre dalle 9.30 alle 18.30; dal 16 settembre al 14 aprile dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30.
- Biglietti: 7€

Étretat
Ci lasciamo Jumièges alle spalle e guidiamo per un’ora e un quarto, quindi arriviamo finalmente a Étretat. In questa splendida giornata in cui le nuvole si rincorrono e il cielo brilla di un blu accecante, Étretat ci appare come il luogo più bello del mondo.
Ci affacciamo sulla spiaggia e subito i nostri occhi sono attratti come calamite dalle falesie, che sotto il sole di mezzogiorno sembrano ancora più bianche che in foto.
Qui le falesie hanno veri e propri nomi: Courtine, Manneporte, le falesie d’Aval e d’Amont, il roc Vaudieu o l’Aiguille di Belval. Le rocce sono state scolpite e levigate dalle onde del mare, scavando nel gesso e nella selce dell’altopiano del Pays de Caux.


Per prima cosa ci fermiamo alla boulangerie Le Petit Accent per rifornirci di torte salate e focaccine da consumare in spiaggia, mentre ci godiamo il panorama. Purtroppo non avevamo messo in conto di dover lottare contro gabbiani affamati, quindi il pranzo si rivela meno rilassante del previsto.
Con lo stomaco pieno ci incamminiamo verso il percorso che sale sulla Falaise d’Aval. La passeggiata è semplice e molto panoramica, con tanti punti dove fermarsi a scattare foto e osservare il paesaggio da prospettive diverse.
L’acqua del mare, illuminata dai raggi del sole, si colora di mille sfumature verdazurre. Ed è proprio qui, infatti, che Monet dipinse uno dei suoi quadri più belli. Che dire? L’ispirazione non può che arrivare subito quando ci si ritrova di fronte a un paesaggio del genere.


Étretat può essere anche una meta affascinante e misteriosa grazie al Clos Arsène Lupin. Fu in questa dimora che allo scrittore Maurice Leblanc venne l’idea di creare il personaggio di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo.
Sulla destra della spiaggia, invece, oltre a un altro percorso lungo la Falaise d’Amont troviamo anche i Giardini di Étretat, un luogo che farà letteralmente impazzire gli amanti dell’arte paesaggistica e contemporanea. Per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitarli, ma siamo sicuri che ce ne saremmo innamorati.
Giardini di Étretat – Info utili
- Biglietti: adulti 12,50€, bambini 8-14 anni 7,50€, ragazzi 15-17 anni 10€
- Orari stagionali aggiornati
- Sito web

Honfleur
Nel pomeriggio ripartiamo da Étretat e in meno di un’ora arriviamo a Honfleur. Abbiamo affittato un bellissimo appartamento nel centro della cittadina, a due passi dall’incantevole Vieux Bassin.
Qui le antiche case di Honfleur, alte e strette, si riflettono nell’acqua come uno specchio perfetto. L’atmosfera è romantica e rilassata, mentre i ristorantini di pesce lungo il vecchio porticciolo fanno venire l’acquolina in bocca.
Prima di andare a cena, però, facciamo due passi alla scoperta di Honfleur. Visitiamo un altro degli emblemi della città, ovvero la chiesa di Sainte Catherine, totalmente in legno.


La chiesa di Saint-Étienne, invece, oggi ospita il Museo della Marina, che racconta anche le avventurose storie di alcuni esploratori francesi. Proseguiamo il nostro tour lasciandoci guidare dall’istinto, esplorando i vicoli dal fascino decadente e restando ad ammirare le meravigliose case a “graticcio”.
Insomma, l’anima bohémien di Honfleur ci ha conquistati, e la giornata non può che concludersi con una deliziosa cena alla Droguerie 1904. La mattina dopo, invece, ci aspetterà una sublime colazione nella sala da tè Maison Blondel.


Giorno 3: Côte Fleurie, Bayeux e i luoghi dello sbarco in Normandia
Dopo la colazione a cinque stelle, è il momento di lasciarci alle spalle i riflessi di Honfleur per proseguire il nostro tour della Normandia. In circa 30 minuti di guida raggiungiamo la Côte Fleurie, un tratto di costa affacciato sulla baia della Senna.
Trouville-sur-Mer e Deauville
Qui visitiamo Trouville-sur-Mer, una località di villeggiatura famosa fin dall’Ottocento. Il lungomare è una sfilata di lussuose ville e hotel, in cui erano soliti risiedere alcuni degli scrittori francesi più noti, come Marcel Proust e Marguerite Duras.
La gioiosa Trouville è separata da un ponte dalla gemella Deauville. Qui mettiamo piede in spiaggia per respirare un po’ del suo glamour, prima di ripartire per la prossima tappa.


Bayeux
A un’ora di distanza ci attende la medievale Bayeux, prima città di Francia a essere liberata dagli Alleati dopo lo sbarco in Normandia. Per iniziare la nostra esplorazione facciamo il pieno di energie con una galette molto farcita (forse troppo) da Le Moulin De La Galette.
Ammiriamo dall’esterno la cattedrale gotica di Bayeux e passeggiamo intorno all’Arbre de la Liberté, un platano piantato nel 1797 per celebrare i valori della Rivoluzione Francese.
Il centro storico della città è attraversato dal fiume Aure e offre molti scorci pittoreschi tra ponti, canali, case medievali e antichi mulini. Ma l’attrazione che guida i visitatori fino a Bayeux si trova in realtà al chiuso, all’interno di un museo.


Stiamo parlando dell’arazzo di Bayeux, una tela ricamata lunga 70 m che racconta la battaglia di Hastings, in cui il duca di Normandia Guglielmo il Conquistatore sconfisse il re anglosassone Aroldo II e ottenne la corona inglese.
L’arazzo è custodito nel Musée de la Tapisserie, che propone un interessante percorso guidato alla scoperta di questo Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Musée de la Tapisserie de Bayeux – Info utili
- Orari: aperto tutto l’anno, dal 1 marzo al 31 ottobre 9:00-18:30, dal 1 novembre al 28 febbraio 9:30-12:30 e 14:00-18:00
- Biglietti: adulti 12€, studenti 5€, gratis sotto i 10 anni (inclusa audioguida)
- Il museo chiuderà per restauro a settembre 2025, con riapertura prevista nel 2027
- Sito web

Cimitero americano di Colleville-sur-Mer
Tra le cose da vedere in Normandia, i luoghi dello sbarco del 1944 sono una tappa irrinunciabile. Noi abbiamo avuto il privilegio di visitarli nel 2024, 80esimo anniversario dello sbarco in Normandia, pochi giorni prima del fatidico 6 giugno.
A sbarcare in Normandia furono le truppe Alleate: americani, inglesi e canadesi che il mattino del D-Day (nome che indica il giorno scelto per l’attacco) raggiunsero dal mare e dal cielo le spiagge della Côte Du Bessin. Le spiagge avevano nomi in codice come Omaha Beach, Utah Beach, Gold Beach, Sword Beach e Juno Beach.
Oltre 10.000 furono le vittime tra gli Alleati, tra 4.000 e 9.000 quelle tedesche. Lo sbarco in Normandia segnò l’inizio della liberazione della Francia e fu un colpo decisivo alla Germania nazista: un evento che ha determinato il corso della storia mondiale.

Il nostro viaggio nella memoria inizia dal cimitero americano di Colleville-sur-Mer, che raggiungiamo poco prima dell’orario di chiusura. Questo cimitero militare fu inaugurato nel 1956 e si estende su un terreno di 70 ettari affacciati su Omaha Beach.
Le oltre 9.387 lapidi bianche commemorano i giovani soldati caduti in Francia, offrendo un doloroso contrasto alla bellezza della spiaggia sottostante.
Cimitero americano di Colleville-sur-Mer
- Orari: aperto tutto l’anno, da aprile a settembre 9:00-18:00, nel resto dell’anno 9:00.17:00
- Il cimitero ospita anche un centro visitatori che approfondisce alcuni aspetti dell’Operazione Overlord e un Monumento ai Caduti
- L’accesso al cimitero è gratuito, con controlli di sicurezza all’ingresso

Omaha Beach
Dopo averla ammirata dall’alto, scendiamo in auto verso Omaha Beach, la più famosa spiaggia dello sbarco in Normandia. 8 km di sabbia dorata e un mare turchese oggi fanno pensare a tutt’altro che battaglie.
È difficile immaginare questo luogo la mattina del 6 giugno 1944, quando i soldati americani sbarcarono nell’acqua alta, affondando sotto il peso dell’equipaggiamento e sotto il fuoco nemico, cercando di conquistare la spiaggia irta di ostacoli mortali. Un memoriale – Braves Memorial Monument – celebra il loro sforzo eroico.


Sbarco in Normandia: altri luoghi da visitare
Per un itinerario completo dei luoghi dello sbarco in Normandia, ti consigliamo di visitare anche:
- Musée-mémorial d’Omaha Beach, ricostruzione della battaglia di Omaha Beach, a 200 m dalla spiaggia, con tantissime foto e oggetti personali qui recuperati.
- Overlord Museum, museo immersivo sulle operazioni che portarono allo sbarco in Normandia, all’interno di un moderno edificio di 2100 mq a Colleville-sur-Mer.
- Musée d’Arromanches: ricostruisce attraverso filmati, documenti e modelli il funzionamento del Mulberry, ponte artificiale costruito ad Arromanches per sbarcare viveri e materiali.
- Arromanches 360°, documentario di 19 minuti che permette di immergersi nell’azione grazie ai filmati girati dai corrispondenti dell’epoca.
- Bayeux: tour di un giorno nei luoghi dello sbarco in Normandia

Avranches
È ormai sera quando raggiungiamo Avranches, cittadina alle porte della baia di Mont Saint-Michel. Qui soggiorniamo nel romantico Hotel La Ramade, all’interno di una residenza signorile e immerso in un incantevole giardino con veranda.
Siamo stanchi morti, eppure ci trasciniamo per una breve passeggiata tra le strade di Avranches. La città ci appare deserta e poco invitante, ma troviamo rifugio da Place to beer per una birra e stuzzichini prima di correre a letto.

Giorno 4: Mont Saint-Michel
Eccoci arrivati al momento più atteso del nostro itinerario della Normandia in 5 giorni. Il quarto giorno ci alziamo presto e percorriamo i 20 minuti di auto che ci separano dai parcheggi di Mont Saint-Michel.
Dalla strada intravediamo già il profilo appuntito dell’abbazia di san Michele, e ci accorgiamo che il nostro cuore ha accelerato i battiti. È una vita che desideriamo essere qui, per questo ci sembra incredibile che questo giorno sia finalmente arrivato.

Una volta parcheggiata l’auto si può scegliere se raggiungere l’isola a piedi o con la navetta gratuita (per la quale c’è da calcolare un po’ di fila). Consigliamo la prima opzione per godere dell’incredibile panorama della baia con il Mont Saint-Michel sullo sfondo che si avvicina sempre di più a ogni passo. Il percorso è lungo 2,5 km e percorribile in circa mezz’ora, che diventa facilmente un’ora con le inevitabili soste fotografiche.
Alta marea in Normandia a Mont Saint-Michel
Mont Saint-Michel è un’isola tidale (da tides, maree in inglese), collegata alla terraferma da una striscia sabbiosa detta “tombolo”, che periodicamente viene sommersa dall’acqua durante l’alta marea. In occasione di queste “alte maree”, in particolare quando la Luna e il Sole si allineano sommando le loro forze di attrazione, Mont Saint-Michel torna a essere un’isola vera e propria.
Se non fosse per un unico vicolo con negozi e ristoranti, l’abbazia dedicata all’arcangelo san Michele occuperebbe tutto l’isolotto. Ed è proprio con la visita all’abbazia che si può afferrare meglio la storia di Mont Saint-Michel.

I visitatori sono trasportati indietro nel tempo per conoscere uno spaccato della vita dell’ordine benedettino, esplorando gli ambienti principali come refettorio, chiostro, scrittorio, la chiesa abbaziale, le cappelle, le cripte…
Nonostante il grande afflusso di turisti, gli ambienti dell’abbazia sono spettacolari e riescono a comunicare perfettamente come doveva essere la vita dei benedettini nel periodo di maggior splendore del sito monastico. Non stupisce quindi il fatto che Mont Saint-Michel e la sua baia siano patrimonio UNESCO dal 1979 (primo bene francese in assoluto a entrare in lista).


Dopo una breve passeggiata nel villaggio riprendiamo la strada del ritorno, questa volta scegliendo l’opzione navetta. Pochi istanti prima di abbandonare Mont Saint-Michel, un timido raggio di sole illumina la sagoma aguzza dell’abbazia. E noi, grati di essere qui, gettiamo un ultimo sguardo carico di meraviglia verso questo luogo incredibile.
Abbazia di Mont Saint-Michel – Info utili
- Orari: aperta dal 1 maggio al 31 agosto 9:00-19:00; dal 1 settembre al 30 aprile 9:30-18:00
- Biglietti: adulti 13€, gratis fino a 18 anni e per cittadine UE fino ai 25 anni
- Biglietti online
- L’accesso al villaggio di Mont Saint-Michel è libero e senza vincoli di orari
- I parcheggi a pagamento si trovano nei pressi del Centro di informazioni turistiche. Da qui si può prendere la navetta gratuita o fare un percorso a piedi di 2,5 km per raggiungere Mont Saint-Michel
- Orari delle maree
- Passeggiata guidata nella baia di Mont Saint-Michel e sabbie mobili

Tornati in auto, ci mettiamo alla guida verso Bonneville-la-Louvet, un grazioso paesino immerso nel verde. Ci arriviamo dopo un paio d’ore abbondanti, causa traffico. Qui facciamo il check-in nell’incantevole struttura Le Pré Doré, un gîte tipico della campagna normanna.
Per la cena scegliamo il ristorante La Table de Léonie a Cormeilles, con buone proposte di carne e pesce e un personale molto accogliente.

Giorno 5: distilleria Maison Busnel e ripartenza da Parigi Beauvais
Il nostro ultimo giorno in Normandia sarà molto breve, perché abbiamo ancora molta strada da percorrere per tornare all’aeroporto di Beauvais e prendere il volo per Malpensa nel pomeriggio.
Poco male: la giornata si preannuncia piovosa e l’attività che abbiamo riservato per questa mattina non potrebbe essere più azzeccata.
Maison Busnel
Proprio a Cormeilles, a pochi minuti da dove abbiamo alloggiato, ci aspetta una visita a una distilleria, Maison Busnel, la più antica tra i grandi produttori di Calvados, attiva sin dal 1820.

Solitamente i tour vengono effettuati in francese, ma avvisando in anticipo è possibile partecipare a una visita guidata in inglese. La ragazza che ci accompagna durante il tour ci spiega in maniera dettagliata il processo di produzione di sidro e Calvados.
Quest’ultimo è un distillato di mele prodotto in alcune regioni della Normandia. Nello specifico Maison Busnel si trova nel Pays d’Auge, che ha uno dei disciplinari più restrittivi di tutti e prevede un invecchiamento del Calvados di almeno 2 anni in barili di quercia.
Perché questa passione per i distillati a base di mele? Basti pensare che la Normandia, da sola, assicura il 60% della produzione nazionale di mele da sidro. Se visitata nel periodo di raccolta di questo frutto, c’è il rischio di restare bloccati per strada dietro file di camion carichi di mele. Una scena quantomeno bucolica.

Nella visita è compresa una degustazione finale di Pommeau di Normandia (17°, succo di mele e Calvados) e Calvados invecchiato 4 anni. Purtroppo viaggiamo senza bagaglio da stiva e non possiamo acquistare bottiglie da portare a casa, ma se ne hai la possibilità è senz’altro un’ottima idea per un souvenir.
Maison Busnel – Info utili
- Orari: aperta per le visite tutti i giorni da febbraio a dicembre, 10:00-12:30 e 14:30-18:30
- Biglietti: adulti 5€, gratis per i minorenni
- La visita dura 1 ora e 15 minuti e include una degustazione finale
- Sito web

Lungo la strada verso Beauvais facciamo un’ultimissima sosta a Martainville, dove vediamo da fuori l’omonimo castello, che oggi ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Normanne.
Il tempo stringe, e dobbiamo rimetterci in viaggio. Dai finestrini dell’auto vediamo scorrere davanti a noi le verdissime campagne della Normandia, un altro luogo che porteremo sempre con noi.

Dove dormire in Normandia: appartamenti, hotel e gîte
Per questo tour in Normandia di 4 giorni abbiamo scelto alloggi in punti strategici del nostro itinerario. Ecco un riepilogo delle strutture dove abbiamo soggiornato:
- Cocooning Giverny Vernon n4 et n9, appartamento a Vernon, in posizione comoda per chi viaggia in auto. Non ce la sentiamo di consigliarlo, per via di alcuni disguidi che ci hanno impedito di goderci il soggiorno.
- Appartement Le Médicis – 2 chambres, appartamento a Rouen, molto accessoriato e vicino al centro.
- Le Duplex o l’Appart d’Agnès, appartamento a Honfleur con due camere da letto, in una splendida casa a graticcio su più piani.
- Hôtel La Ramade, hotel ad Avranches, ad appena 20 minuti di auto da Mont-Saint-Michel. Questa bellissima struttura è formata da due ville signorili, all’interno delle quali sono state ricavate stanze colorate e accoglienti. Ottima e ricca anche la colazione.
- Le Pré Doré, gîte ovvero un tipico alloggio di campagna a Bonneville-la-Louvet. Offre diverse camere e mini-appartamenti immersi nel verde, in una fattoria con asini, galline e un’atmosfera bucolica tipicamente normanna.

Qual è il periodo migliore per andare in Normandia
Il periodo migliore per visitare la Normandia va da maggio a settembre, in cui il clima è più caldo e soleggiato. Immancabile in ogni stagione un fresco vento a farti compagnia, specialmente sulla costa.
In primavera le piogge sono abbastanza frequenti: a fine maggio, su cinque giorni di viaggio, non ci siamo fatti mancare un giorno e mezzo di pioggia. Giacca impermeabile o k-way nello zaino è sempre la soluzione vincente.

Come si arriva in Normandia: quale aeroporto scegliere
L’aeroporto più comodo per arrivare in Normandia e visitare questa regione francese è senz’altro quello di Parigi Beauvais. Dista oltre 80 km dalla capitale ed è praticamente già in territorio normanno.
Trattandosi di un aeroporto molto piccolo, i tempi per uscire e completare la procedura di noleggio di un’auto sono relativamente brevi. Da Beauvais è possibile raggiungere alcuni dei maggiori punti di interesse della Normandia in tempi stretti: in meno di un’ora e mezza di guida sarai già a Giverny o Rouen.
Si può volare anche su Charles de Gaulle o ancora su Orly, ma i tempi di percorrenza saranno inevitabilmente più lunghi. Resta poi sempre l’opzione di raggiungere la Normandia in auto dall’Italia: lunga e costosa, ma permette di evitare l’autonoleggio.

Guidare in Normandia: consigli per il noleggio auto
Il noleggio auto in Normandia funziona come nel resto d’Europa: appena fuori dall’aeroporto di Beauvais c’è un capannone con i maggiori car rental e lì puoi ritirare l’auto prenotata o chiedere se ce n’è una disponibile. Ricorda: per noleggiare un’auto serve quasi sempre la carta di credito intestata al guidatore.
Le strade normanne sono tenute molto bene e la maggior parte sono gratuite. Ti potrà capitare di percorrere brevi tratti di autostrada a pagamento che puoi pagare tramite carta al casello. Nel periodo del nostro viaggio (fine maggio) il traffico è stato poco e scorrevole, tranne in caso di incidenti.

Se non ti piace guidare o viaggiare in auto, abbiamo una buona notizia per te: la Normandia è servita da una comoda rete di treni sin dall’Italia! Innanzitutto puoi raggiungere Parigi con i TGV (treni ad alta velocità) da Torino, Milano, Roma e Venezia.
A Parigi dovrai spostarti con la metro dalla Gare de Lyon alla Gare Saint-Lazare, da cui a sua volta potrai raggiungere le principali destinazioni normanne: Rouen, Le Havre, Dieppe, Deauville, Caen, Bayeux, Honfleur, Étretat, Giverny e persino le spiagge dello sbarco.
Sempre a Parigi, puoi optare per la Gare Montparnasse, da cui è possibile arrivare a Mont Saint-Michel. I treni sono una soluzione sostenibile, ma inevitabilmente più cara.

Come vestirsi per un viaggio in Normandia
Dato il clima atlantico della regione, un viaggio in Normandia richiede un’accurata stratificazione. In altre parole, il classico vestirsi a cipolla.
T-shirt, felpe, jeans e pantaloni comodi, cappellino, giacca impermeabile tipo North Face o k-way, scarpe da ginnastica o sneakers sono più o meno tutto ciò che occorre. Se vuoi rivaleggiare coi francesi in eleganza, aggiungi qualche capo per la sera.
Potrebbe tornarti comodo mettere in valigia un asciugamano, magari di quelli in microfibra, perché abbiamo notato che negli appartamenti la biancheria da bagno scarseggia un po’.

Dopo aver letto questa guida, sicuramente avrai le idee un po’ più chiare su cosa vedere in Normandia. Ma, se non dovesse essere così, ti aspettiamo nei commenti per domande e curiosità. Anche tu sogni di visitare questa bellissima regione della Francia?
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4 commenti
Buongiorno, bellissimo itinerario e bellissimo racconto. All’incirca questo itinerario ha comportato quanti km? Grazie mille
Ciao Debora, grazie mille! Come km in auto sono circa 800 considerando tutti gli spostamenti
Complimenti per il viaggio bellissimo, le foto incantevoli e la narrazione da cui traspare la tua sensibilità.
Grazie di cuore, Laura!