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Val di Funes e dintorni: cosa vedere in 4 giorni
  • Italia
  • Trentino Alto Adige

Val di Funes e dintorni: cosa vedere in 4 giorni

  • Marco Tamborrino
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Nel cuore delle Dolomiti, la Val di Funes è un piccolo angolo di paradiso. Qui i paesini sono incorniciati dai profili aguzzi delle Odle, una delle catene montuose più scenografiche dell’Alto Adige. A poca distanza, Bressanone e Chiusa nascondono gioielli architettonici del Tirolo, come l’Abbazia di Novacella e il Monastero di Sabiona. Preparati a scoprire una delle zone più belle delle Dolomiti, in questo articolo. 

Alto Adige: cosa vedere in 4 giorni tra Bressanone e Val di Funes

La Val di Funes è tra le destinazioni delle Dolomiti più gettonate dai turisti italiani e stranieri. Per evitare la ressa dell’alta stagione, abbiamo scommesso sul meteo, prenotando un ponte a inizio maggio.

Val di Funes

Siamo stati molto fortunati, godendoci quasi quattro giornate di sole piene e temperature estive. Questo ci ha consentito sia di fare le escursioni che ci eravamo prefissati, sia di visitare Bressanone e Chiusa.

Per questi 4 giorni in Val di Funes abbiamo fatto base a San Pietro, il principale paese della valle. Abbiamo alloggiato al Jausenstation Moar, una struttura con pochi appartamenti immersa nel verde, a dieci minuti di auto da San Pietro.

Val di Funes

Dobbiamo ammetterlo: ci siamo ricascati. Anche la Val di Funes ci ha fatto innamorare, come ogni volta che mettiamo piede in montagna. Le Dolomiti, del resto, fanno questo effetto, tanto che stiamo già progettando una fuga invernale da queste parti. 

Nel frattempo ti raccontiamo cosa vedere in Val di Funes in quattro giorni fuori stagione, senza dimenticare le bellissime cittadine di Bressanone e Chiusa.

Indice

  • Escursione al Rifugio delle Odle, il “cinema sulle Dolomiti”
  • Escursione al Rifugio Genova
  • Chiesetta di San Giovanni in Ranui
  • Bressanone
  • Abbazia di Novacella
  • Chiusa
  • Dove dormire in Val di Funes
  • Dove mangiare in Val di Funes
    Bressanone

    Escursione al Rifugio delle Odle, il “cinema sulle Dolomiti”

    La passeggiata al Rifugio delle Odle è tra le escursioni più famose della Val di Funes. La sua facilità la rende adatta anche agli “escursionisti della domenica”, come li chiamiamo noi, e difatti in alta stagione diventa molto trafficata. 

    Il percorso parte dal parcheggio Malga Zannes (a pagamento, 10€ al giorno). Tenendo il profilo delle Odle ben in vista, si segue il sentiero 36 in mezzo al bosco fino a raggiungere i 1902 metri di Malga Glatschalm. Il giorno in cui abbiamo fatto l’escursione il paesaggio era surreale, con le montagne ancora coperte di neve!

    Nei pressi di Malga Glatschalm si fa una deviazione sul sentiero 35 e si prosegue, sempre attraverso boschi e prati, fino al rifugio Odle e alla vicina malga Casnago Gschnagenhardalm, toccando i 2000 metri. Qui il paesaggio si apre maestoso, con le cime delle Odle che fanno da sfondo al rifugio, così vicine che sembra di poterle raggiungere in due passi. Il rifugio è aperto solitamente da dicembre a metà marzo e poi da metà maggio a inizio novembre. 

    Rifugio delle Odle

    Sul pendio erboso di fronte al rifugio, alcune sedie e panchine permettono di godersi il panorama in tutta la sua meraviglia. Ci accomodiamo faccia al sole e mangiamo i nostri panini di fronte a questa vista, il “cinema delle Dolomiti”. Ma da guardare non c’è solo l’orizzonte: i prati, infatti, sono inondati del bianco e del viola dei crochi, così delicati che è un crimine calpestarli. 

    Dal rifugio Odle si può tornare a Malga Zannes sul sentiero 34, sempre attraverso il bosco, su una strada larga e tutte curve. Nel complesso, il dislivello di questa passeggiata è di 410 metri, percorribili in circa 3 ore con grande tranquillità e un numero incalcolabile di soste fotografiche. 

    Rifugio delle Odle

    Escursione al Rifugio Genova

    Sempre da Malga Zannes parte un’altra delle escursioni più celebri della valle, quella al Rifugio Genova. In questo caso bisogna affrontare un dislivello maggiore, 750 metri, arrivando a quota 2306.

    Il sentiero da seguire è il 25 fino allo snodo con il sentiero 33, direzione Malga Gampenalm (2062 metri). Si tratta di un percorso semplice che sale poco alla volta, tenendo sulla destra l’iconico profilo aguzzo delle Odle.

    Si attraversano alpeggi e campi di crochi, finché in alto, sullo sfondo, non si intravede proprio la struttura del Rifugio Genova. In bassa stagione si incontrano pochi escursionisti, la maggior parte dei quali è alle prese con gli itinerari più conosciuti. 

    Val di Funes

    Prima di giugno questa passeggiata può diventare problematica da Malga Gampenalm in avanti, in quanto la neve non si sarà ancora sciolta del tutto. Lo sappiamo bene anche noi, che a poca distanza dalla meta abbiamo dovuto rinunciare perché privi di ramponcini!

    Da Malga Gampenalm si gode comunque di una splendida visuale sulle Odle e sulla vallata sottostante. Nota a margine: questa malga, così come le altre della Val di Funes, restano chiuse fino a giugno. Ci toccherà tornare in un altro periodo per ingozzarci di formaggi.

    Val di Funes

    Chiesetta di San Giovanni in Ranui

    Quando pensi alla Val di Funes, forse hai in mente proprio la chiesetta di Santa Maddalena, adagiata su un prato sotto le cime aguzze delle Odle. 

    A dispetto della sua fama, la chiesa di San Giovanni in Ranui non può essere visitata, in quanto proprietà privata del maso Ranui Hof. Pagando un biglietto di 4€ si accede a una strada che conduce fino a una staccionata, da cui si può scattare una foto alla chiesetta. Spoiler: noi non ci siamo piegati a questa speculazione. 

    chiesa di San Giovanni in Ranui

    Bressanone

    Bressanone è stata una vera sorpresa per noi: inondata di sole, ci ha conquistato con i suoi colori e le architetture tipiche del Tirolo. Brixen, com’è chiamata in tedesco, è il capoluogo storico e culturale della Valle Isarco: un gioiellino da visitare in 3 o 4 ore. 

    Cosa vedere a Bressanone? Ecco alcune cose da non perdere passeggiando tra i portici e le vie lastricate del suo centro storico. 

    Piazza Duomo. Il cuore della città, con le sue fontane gorgoglianti, le aiuole fiorite, il Municipio e le torri giallo pastello del Duomo che svettano su tutto. La chiesa è stata ricostruita in stile barocco, con interni sfarzosamente dipinti; l’annesso chiostro, invece, conserva una sobria bellezza romanico-gotica e serve da collegamento con gli altri edifici del complesso. 

    Bressanone

    Torre Bianca. Uno dei simboli della città, è la torre campanaria della chiesa parrocchiale e sovrasta il centro storico con i suoi 72 metri di altezza. Duecento gradini conducono fino alla sommità, dove si può ammirare il meccanismo a carillon con 43 campane, mentre un percorso museale allestito nella torre ne spiega il funzionamento. 

    Stufles. Il quartiere più antico di Bressanone è un labirinto di case dai colori pastello e piccoli atelier. Le sue viuzze deliziosamente intricate si collocano all’incrocio tra i fiumi Isarco e Rienza, che attraversano il centro città. 

    Palazzo Vescovile di Bressanone. Questa magnifica residenza ospita oggi il museo diocesano, con 70 sale che conservano i tesori della città. Noi non abbiamo avuto il tempo di visitarlo, ma se ami l’arte e puoi dedicargli un paio d’ore, sicuramente non te ne pentirai. 

    Bressanone

    Dove mangiare a Bressanone: Alter Schlachthof

    Affacciato sul lungofiume di Bressanone, il ristorante Alter Schlachthof si trova nell’edificio che ospitava l’ex mattatoio cittadino e offre un giardino assai piacevole nella bella stagione. 

    Noi abbiamo provato le sue ottime birre artigianali e gli hamburger, ma tutto il menù è invitante. Per noi il posto dove mangiare a Bressanone!

    Alter Schlachthof, Bressanone

    Abbazia di Novacella

    Una tappa imprescindibile per chi visita Bressanone è l’Abbazia di Novacella, a pochi chilometri dal centro della città (tanto che puoi raggiungerla anche a piedi da Stufles). 

    Si tratta di un’abbazia tra le più importanti del nord Italia. Il convento fu fondato nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il beato Artmanno, e da quasi mille anni è gestita dall’ordine agostiniano. Questi monaci, noti per la loro erudizione, hanno fatto dell’abbazia un vero e proprio polo culturale, con una vasta collezione di opere d’arte e una biblioteca di circa 65.000 volumi. 

    Tra gli ambienti da non perdere c’è il pozzo rinascimentale detto “pozzo delle meraviglie”, che si trova nel cortile principale dell’abbazia ed è decorato con scene ispirate alle sette meraviglie del mondo antico. La chiesa di Santa Maria Assunta è un trionfo del Barocco, quasi una bomboniera di stucchi bianchi e rosa, mentre il chiostro che la precede conserva affreschi medievali. 

    Abbazia di Novacella
    Abbazia di Novacella

    Ma la parte più “wow” del complesso è sicuramente la biblioteca, realizzata in stile Rococò altoatesino da Antonio Giuseppe Sartori nel 1773. Entrando, sembra di essere catapultati nella biblioteca de La Bella e la Bestia, se non fosse che ci sono più libri di teologia che romanzi. Una curiosità: la biblioteca ospita il manoscritto più piccolo del mondo. 

    Esternamente, non possiamo dimenticare i giardini dell’abbazia e il Castello di Sant’Angelo o Cappella di San Michele (chiuso al momento della nostra visita), che ricorda un po’ Castel Sant’Angelo a Roma. 

    Abbazia di Novacella

    L’abbazia di Novacella è famosa anche per la sua produzione vitivinicola, una delle attività che contribuisce all’indipendenza economica del complesso. È possibile fare una degustazione di vini nell’enoteca dell’abbazia e visite guidate nei vigneti circostanti. Dal sacro al profano, insomma!

    Abbazia di Novacella: info utili
    • L’abbazia è aperta dal lunedì al sabato, festivi esclusi, 10:00-17:00 (ultimo ingresso 16:15).
    • Il biglietto con audioguida costa 13€ e il tempo di visita è di circa 2 ore; è possibile aggiungere 5€ per visitare anche i giardini.
    • La visita guidata dei vigneti con degustazione vini ha un costo di 25€ e si svolge nel pomeriggio dal lunedì al sabato. 
    • Scopri tutti i tour e acquista i biglietti 
    Abbazia di Novacella

    Chiusa

    Sempre in Valle Isarco, Chiusa è un’altra cittadina che fa battere forte il cuore. Fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia e incanta con le sue vie bordate di case dai colori pastello. 

    La sua fama è dovuta anche alla presenza del Monastero di Sabiona, soprannominato l’Acropoli del Tirolo per la sua importanza religiosa e per la sua posizione, su una collina che domina l’abitato. Lo si può raggiungere a piedi dal paese con una passeggiata di 30-45 minuti. 

    Chiusa

    Per più di tre secoli, il monastero ha ospitato suore dell’ordine benedettino, mentre oggi è presieduto dai monaci cistercensi. Il complesso cinto da mura colpisce per la sua imponenza e solennità; è formato da diversi edifici, come la Cappella di Santa Maria o delle Grazie, la Chiesa di Nostra Signora, la Chiesa del Monastero e la Chiesa della Santa Croce, quest’ultima con stupendi affreschi. 

    Monastero di Sabiona: info utili
    • L’area esterna del monastero e le sue chiese sono ad accesso libero; le chiese sono aperte dalle 8:00 alle 17:00. Le stanze interne del monastero, invece, non sono visitabili. 
    • Per raggiungerlo si possono seguire due sentieri dal centro di Chiusa: la Via Crucis (30 minuti) e la passeggiata di Sabiona (45 minuti). Il dislivello è di circa 500 metri. 
    Monastero di Sabiona

    Dove mangiare a Chiusa: Gassl Bräu

    Dopo la scarpinata al monastero di Sabiona, non c’è niente di meglio per ricaricare le energie che un buon pranzo tirolese. Noi consigliamo Gassl Bräu, una birreria con cucina nel centro di Chiusa. Oltre alle birre di loro produzione, si possono gustare piatti abbondanti e gustosi come canederli e Wiener Schnitzel. 

    Gassl Bräu, Chiusa

    Dove dormire in Val di Funes

    Per visitare la Val di Funes, Bressanone e Chiusa, ti consigliamo Jausenstation Moar, un paradiso tra prati e alpeggi a 1340 metri di altitudine. 

    Gli appartamenti sono grandi (anzi, giganti), nuovi, puliti e forniti di tutto l’occorrente anche per soggiorni lunghi. Ci siamo trovati benissimo, e la loro cucina è strepitosa, con prezzi più che abbordabili. Per non parlare delle dolcissime caprette del loro mini-zoo! 

     Jausenstation Moar

    Dove mangiare in Val di Funes

    Tra i posti consigliati dove mangiare in Val di Funes segnaliamo:

    • Viel Nois. Nel centro di San Pietro, questo ristorante è aperto dalla colazione alla cena. Offre piatti del territorio e non solo, con una maniacale cura per l’impiattamento. Ci è piaciuto così tanto che abbiamo cenato qui per due sere. La struttura ospita anche una guesthouse e una spa, che dalle foto sembrano deliziose. 
    • Jausenstation Moar. La struttura dove abbiamo soggiornato è anche una locanda con cucina tipica. Abbiamo assaggiato i loro canederli e i dolci per la colazione: favolosi!
    Viel Nois, San Pietro di Funes

    Se senti una frizzante arietta di montagna e un profumo di strudel appena sfornato, forse non hai le allucinazioni: è la Val di Funes che ti sta chiamando! Inizia a lucidare gli scarponi da trekking e preparati a raggiungerla. Per dubbi, domande e curiosità, ti aspettiamo nei commenti!

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    Marco Tamborrino

    30 anni. Laureato in Lingue e Letterature Straniere. Sembro antipatico, ma le apparenze ingannano. Wannabe scrittore. Segno particolare: instagramer.

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