Un’atmosfera magica avvolge la Valle d’Aosta durante l’inverno. Le montagne incorniciano un paesaggio da fiaba, traboccante di neve. Ma cosa fare se non si scia? In questo articolo ti parleremo delle meraviglie nascoste di questa regione, dai castelli all’enogastronomia, fino alle ciaspolate sulla neve. Preparati a scoprire una Valle d’Aosta diversa!
Dove andare in Valle d’Aosta in inverno: 6 consigli
Quante volte ti sei sentito chiedere se sai sciare? Beh, sei in ottima compagnia: a noi capita tutti gli inverni! Eppure, anche se non pratichiamo questo sport, amiamo la neve e ci piace lo stesso andare in montagna nei mesi invernali.
La Valle d’Aosta, con le sue tredici valli laterali, i borghi storici, la tradizione enogastronomica e i magnifici castelli che dominano i paesaggi dalla cima di alture rocciose, offre un gran numero di attività adatte a tutti. Anche a chi preferisce non buttarsi giù da un pendio con due sci ai piedi.

Ecco la nostra personale lista di 6 cose da fare in Valle d’Aosta in inverno:
Indice
1. Ciaspolata in Val di Rhêmes
Immagina di camminare a passo lento su un morbido tappeto bianco, intorno a te solo il silenzio irreale della natura. Con le ciaspole ai piedi potrai esplorare boschi innevati e vivere la montagna a un ritmo più contemplativo.
In Valle d’Aosta troverai sentieri per tutti i livelli, con passeggiate che si snodano attraverso valli incontaminate e regalano uno scorcio più bello dell’altro. Anche noi abbiamo fatto quest’esperienza, scegliendo la Val di Rhêmes per la nostra prima ciaspolata insieme.

Naturalmente è possibile ciaspolare più o meno in tutta la Valle d’Aosta. Si trovano bellissime escursioni anche in Val di Cogne, nella Valle di Gressoney, in Val d’Ayas…
Nel nostro caso abbiamo scelto per una ciaspolata di gruppo con guida escursionistica prenotata su Freedome. L’appuntamento era alle 10:00 del mattino a Rhêmes-Notre-Dame, davanti agli impianti di risalita. Qui la nostra guida ci ha fornito le ciaspole e spiegato come camminare per sentire meno stanchezza alle gambe.
Siamo partiti addentrandoci nel boschi della valle, accompagnati solo dal ciak ciak delle ciaspole e da una frizzante temperatura di -7 gradi. Nonostante il freddo ci siamo scaldati in fretta, dedicando quindi tutta la nostra attenzione al paesaggio incredibile che ci circondava da ogni lato.


Abbiamo poi proseguito fino al laghetto Pellaud e al vecchio mulino adiacente. Nel frattempo il sole iniziava a fare capolino dalle fronde innevate degli alberi, illuminando il lago quasi completamente ghiacciato. Dopo una breve sosta allo Chalet de Pellaud, abbiamo ripreso la via del ritorno, questa volta passando dal versante opposto della Dora di Rhêmes.
Il sole ci ha accompagnati fino al termine della passeggiata, facendo brillare in maniera quasi accecante il paesaggio intorno a noi. L’esperienza ci è piaciuta molto, e non vediamo l’ora di replicare con altre ciaspolate in occasione dei prossimi inverni.

2. Visita ai castelli valdostani
Se non sei mai stato in Valle d’Aosta, iniziare a scoprirla dai suoi castelli può essere una buona idea. Stiamo parlando infatti di oltre 100 castelli, la maggior parte dei quali risalenti al Medioevo, che rendono questa valle la regione più fortificata d’Italia e d’Europa.
Tra le fortezze più iconiche c’è senz’altro il Castello di Fénis, subito riconoscibile grazie alle tante torri circolari e alle mura merlate. Anche se non si trova in posizione sopraelevata, l’impatto visivo quando ci si arriva davanti lascia comunque senza parole.
Un altro dei nostri castelli preferiti è Castello Savoia, a Gressoney-Saint-Jean. Fu costruito tra fine 1800 e inizio 1900 per la Regina Margherita, amante della montagna e delle escursioni in alta quota. Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarlo da soli, avvolto nella neve e immerso in un’atmosfera surreale.

Restando in Casa Savoia, troviamo il Castello Reale di Sarre, la residenza di caccia dei primi reali d’Italia. All’interno troviamo una ricca testimonianza di questa passione dei Savoia, che culmina nella Galleria e nel Salone dei Trofei, adornati da centinaia di corna di stambecco e camoscio.
Per fortuna i reali si fermarono poco prima che questi animali si estinguessero e nel 1922 diedero vita al primo parco nazionale d’Italia, quello del Gran Paradiso, che all’epoca ospitava gli ultimi esemplari rimasti.
Anche il Forte di Bard per come lo vediamo oggi è opera dei Savoia, sebbene le sue fondamenta abbiano origini medievali. Dalla strada appare come una sorta di guardiano della valle, appollaiato in cima a una rupe. La sua storia contemporanea è ricca di eventi: vive le Guerre Napoleoniche, poi si trasforma in carcere militare e, infine… in set cinematografico.

Durante i nostri weekend in Valle d’Aosta abbiamo visitato anche il Castello di Aymavilles, il Castello di Issogne e il Castello Gamba, che ospita il Museo di arte moderna e contemporanea regionale. Ma ci sono tanti altri manieri che vorremmo scoprire meglio in futuro, per esempio il Castello di Verrès e il Castello di Ussel.
3. Cascate ghiacciate di Lillaz
Un altro luogo da visitare in Valle d’Aosta sono le cascate di Lillaz, in fondo alla Val di Cogne. Spettacolari in tutte le stagioni, in inverno si ghiacciano quasi completamente dando vita a uno spettacolo unico.
Si tratta di un’attrazione imperdibile sia per chi ama scattare foto, sia per chi cerca attività più adrenaliniche. Queste cascate infatti sono rinomate per l’arrampicata su ghiaccio: d’inverno è possibile scalare i tre salti d’acqua ghiacciati sotto la supervisione di una guida alpina esperta.


Non temere, sappiamo cosa stai pensando: anche noi siamo un po’ fifoni e ci siamo limitati a osservare qualche temerario impegnato nell’arrampicata. Ciò non toglie che salire nella neve lungo i sentieri che fiancheggiano le cascate e ammirarle in tutto il loro splendore sia comunque un’emozione incredibile.
Le cascate di Lillaz meritano una visita anche in autunno, quando i larici si tingono di mille sfumature dal giallo al rosso e la magia del foliage dà il meglio di sé.

4. Relax alle terme in Valle d’Aosta
Cosa fare in Valle d’Aosta in inverno? Quando il mondo fuori è avvolto nella morsa del gelo, non c’è niente di più coccolante che chiudersi per un paio d’ore in una spa. Se questo è vero per qualsiasi regione, figuriamoci per la Valle d’Aosta, dove i centri termali sono moltissimi e di grande qualità.
Di tanto in tanto, anche noi amiamo concederci qualche soggiorno in hotel con spa, così da poter rilassarci dopo una giornata di escursioni nella neve. In particolare vogliamo consigliarti due hotel che abbiamo provato di persona:
- Relais du Foyer Châtillon, a due passi da Saint-Vincent. Accogliente hotel dalle camere in stile classico, con una deliziosa piccola spa interna effetto baita. La spa può essere condivisa dagli ospiti negli orari di apertura oppure può essere prenotata privatamente.
- Hotel du Grand Paradis, hotel boutique nel centro di Cogne. Adorabile in ogni suo dettaglio, dall’arredamento in stile montano che contraddistingue gli spazi comuni e le camere, alla colazione con abbondanti prodotti dolci e salati, da gustare mentre si sfoglia il giornale. La spa, piccola ma confortevole, è dotata di vasca idromassaggio, sauna, bagno turco, docce emozionali e angolo tisane. Anche in questo caso può essere condivisa con gli altri ospiti o prenotata privatamente.

Se invece preferisci risparmiare sull’alloggio ma concederti una giornata alle terme in grande stile, ti consigliamo tre centri che non hanno bisogno di presentazioni:
- QC Terme Pré Saint Didier a Pré Saint Didier, uno dei più scenografici centri QC, con grandi vasche esterne che guardano sul Monte Bianco e un percorso benessere tra saune, docce emozionali e sale relax.
- QC Terme Monte Bianco a Palleusieux, all’interno di un wellness hotel, queste terme offrono idromassaggi, saune, bagno turco, percorsi Kneipp, sale relax e una vasca panoramica esterna con vista sulle montagne circostanti.
- Centro SPA Monterosa a Champoluc, un centro termale adatto a tutta la famiglia, ai piedi del Monte Rosa, con area piscine, sauna finlandese, biosauna, bagno turco e vasche idromassaggio.

5. Skyway Monte Bianco
Salire sul “tetto d’Europa” è di quelle esperienze da fare assolutamente in Valle d’Aosta. La funivia Skyway Monte Bianco, inaugurata nel 2015, raggiunge i 3.466 m di Punta Helbronner, dove una terrazza panoramica permette di ammirare un panorama sconfinato sull’arco alpino.
Ci si trova faccia a faccia con Sua Maestà il Monte Bianco, naturalmente, ma anche con il Dente del Gigante, la cresta di Peuterey, il Mont Maudit, les Grandes Jorasses e altre cime tra le più impressionanti delle Alpi.

Noi abbiamo fatto questa esperienza nel mese di febbraio, in una giornata limpidissima e non troppo fredda che ricorderemo per sempre. La salita con la Skyway Monte Bianco inizia da Entrèves, una frazione di Courmayeur a 1.300 m di altezza.
Dopo circa 15 minuti si fa una tappa intermedia alla stazione Pavilion/The Mountain (2.173 m), dove si trovano anche ristoranti, una cantina sperimentale e un’area esterna per ciaspolare. Quindi, con altri 10 minuti di salita, non resta che colmare la distanza fino ai 3.466 m di Punta Helbronner. Se vuoi saperne di più, qui trovi il nostro articolo completo.
Da aprile a ottobre è possibile aggiungere all’esperienza della salita con la Skyway Monte Bianco un’escursione sui ghiacciai di Punta Helbronner con guida alpina. Dopo aver indossato ramponi e imbragatura, si procede tra guglie rocciose e pinnacoli di ghiaccio ai piedi del Monte Bianco.

6. Enogastronomia in Valle d’Aosta
Come ogni regione montana che si rispetti, anche la Valle d’Aosta ha una sua tradizione gastronomica peculiare. Negli ultimi anni, inoltre, è in crescita anche la produzione vitivinicola, con conseguente aumento del turismo enologico.
Mangiare e bere è una delle cose che amiamo fare di più quando andiamo in montagna, soprattutto d’inverno, quando il cibo diventa una confortevole consolazione al freddo delle regioni alpine.
Tra i piatti valdostani spicca innanzitutto la fonduta, ovvero Fontina fusa servita calda. È la descrizione dal paradiso? Non ci vogliamo sbilanciare, ma potrebbe essere. La Fontina, ricordiamo, è il formaggio DOP simbolo della Valle d’Aosta.

Altri piatti meritevoli di menzione sono:
- la zuppa alla valpellinese (conosciuta anche come Seupa), una zuppa a base di brodo di carne, fontina e verza;
- le crespelle alla valdostana, farcite con prosciutto e fontina e ripassate in forno;
- le costolette di vitello alla valdostana, ripiene di prosciutto e – incredibile a dirsi – fontina;
- la carbonada (con polenta), ovvero una sorta di spezzatino di manzo che, prima di essere cotto, viene lasciato a marinare in vino rosso, sedano, cipolla, alloro e rosmarino per una notte.
Non mancano naturalmente i prodotti tipici, dai salumi (una menzione d’onore va al lardo d’Arnad), passando per le celebri “tegole” valdostane (biscotti) e finendo con la “coppa dell’amicizia” o “grolla”, dove viene bevuto il leggendario caffè alla valdostana. Noi inoltre andiamo matti per il Genepy, un liquore che nasce dalla macerazione delle artemisie alpine.

Per quanto riguarda i vini, invece, la Valle d’Aosta diventa il simbolo della cosiddetta Viticoltura Eroica. La viticoltura di montagna non è semplice e richiede molto spirito di adattamento. Le aziende valdostane sono piccole e posseggono pochi ettari di terreno, eppure sanno dare vita a vini di incredibile qualità e propensione all’invecchiamento.
Noi amiamo particolarmente il Fumin, che si produce partendo da uno dei più antichi e caratteristici vitigni autoctoni della valle. Il nome deriva dall’aspetto fumè degli acini e dal lieve profumo affumicato di questo vino.
Il Torrette invece è il vino più importante e caratteristico della regione, ma non è da dimenticare anche l’importanza del Pinot noir e di altri vitigni autoctoni come il Cornalin, il Mayolet, il Nus Rouge, il Vuillermin e il Gamay. Per scoprire alcuni di questi importanti vini ti consigliamo l’enoteca Eno-Therapy a Champoluc.
Se il vino è una delle tue passioni, non perdere una visita alla cantina Grosjean Vins vicino ad Aosta. Noi abbiamo scelto la formula con degustazione di 3 vini a scelta, innamorandoci del loro Petite Arvine, un altro vitigno autoctono della Valle d’Aosta. L’esperienza comprende anche una visita guidata della cantina per scoprire la storia dell’azienda e i processi produttivi.
In alternativa puoi fare una degustazione dei vini valdostani anche nella zona del Castello di Fénis, con successiva visita in azienda.

Insomma, in Valle d’Aosta in inverno c’è tanto altro da fare oltre allo sci. Che tu sia una persona sportiva oppure alla ricerca di relax tra cultura e buona cucina, troverai sicuramente qualcosa che fa al caso tuo. Hai altri suggerimenti su avventure invernali da vivere in questa regione? Ti aspettiamo nei commenti!
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