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Casa Museo Pogliaghi
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Sacro Monte di Varese, instameet tra le nuvole

  • Marco Tamborrino
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Novembre, tempo di instameet. Dopo quello di domenica 13 a Palazzo Arese Borromeo, questo weekend è toccato al Sacro Monte di Varese. I ricordi che ho del Sacro Monte sono lontani e sbiaditi. L’ultima volta che ci sono stato frequentavo ancora l’oratorio. Durante l’instameet con @igersvarese ho scoperto un luogo nuovo. È stato come tornare a casa dopo tanto tempo e scoprire che è cambiata, diventando dieci volte più bella.

COME ARRIVARE AL SACRO MONTE DI VARESE: LA FUNIVIA

Agli instameet ci si sente sempre un po’ privilegiati. Anche questa volta, le regole del mondo si sono piegate ai nostri piedi. Per noi, che siamo belli e splendidi, la funivia del Sacro Monte ha aperto alle 9.15 anziché alle 10.00 (un grazie al comune di Varese). Una navetta gratuita ci ha trasportati dal parcheggio alla funicolare (1€). Volendo è possibile salire in auto senza usufruire della funicolare.

Funicolare Sacro Monte di Varese

UNA COLAZIONE COI FIOCCHI

Arrivati in cima ci aspettava un’abbondante colazione a buffet offerta da VareseNews. Il modo migliore per iniziare la domenica! Abbiamo mangiato tanto e bene nella fantastica cornice della Location Camponovo, ex albergo costruito alla fine dell’800, sopra un antico ricovero per pellegrine e oggi spazio per eventi privati. Dalla terrazza si può ammirare dall’alto tutto il varesotto. In realtà le nuvole erano più basse di noi, e ci impedivano di godere a pieno del panorama. Ma lo sapete meglio di me che le nuvole basse portano i big like.

Sacro Monte di Varese

Dopo la colazione abbiamo visitato le antiche sale medievali della location Camponovo, dove oggi vengono allestite mostre ed esposizioni.

Sacro Monte di Varese: un po’ di storia

Il Sacro Monte di Varese è parte dei 9 sacri monti lombardi e piemontesi inseriti nel 2003 dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità. Vi avevo già parlato del Sacro Monte di Varallo, ricordate? Per salire a piedi al borgo di Santa Maria del Monte bisogna compiere un percorso composto da 14 cappelle dedicate al culto mariano. Il traguardo della salita è il Santuario del borgo, meta di pellegrinaggio sin dal Medioevo.

Leggi anche: Varese, 10 cose da vedere in centro

Sacro Monte di Varese

Con l’oratorio non si avevano mai tempo e modo di esplorare il borgo in cima al monte (844 m s.l.m.). Oltretutto si arrivava su sfiniti, dopo una salita estenuante in piena estate. Domenica, però, è stata tutta un’altra cosa. Siano lodati gli instameet!

CASA MUSEO POGLIAGHI

La prima foto dell’articolo ritrae un luogo bellissimo aperto al pubblico soltanto dal 2014. Si tratta della casa-museo di Lodovico Pogliaghi, scultore e pittore lombardo. Forse non tutti lo sanno, ma è lui l’autore del portone principale del Duomo di Milano. E all’interno della sua casa-museo ci aspetta una sorpresa!

Casa Museo Pogliaghi

Nel 1885 Pogliaghi acquistò una residenza di campagna sulla cima del Sacro Monte di Varese. È la stessa casa che vedete in foto qui sopra, e che nelle sue stanze ospita oggi numerosi manufatti d’arte di inestimabile valore. Morto a 93 anni, si narra che Pogliaghi usasse fare ginnastica nudo nel suo giardino ogni mattina. Per quanto l’aneddoto sia esilarante, non ce la siamo sentita di approfondire.

Casa Museo Pogliaghi

Pogliaghi era un uomo davvero particolare. Lo dimostra il fatto che comprò un hotel abbandonato davanti casa sua solo per raderlo al suolo e migliorare la vista dal balcone. Chi di voi non avrebbe fatto la stessa cosa? Ma arriviamo al pezzo forte del museo. Pronti per dire “oooh!” insieme a noi? Nello “studio” di casa Pogliaghi è conservato il modello originale (in gesso) della porta principale del duomo di Milano!

Porta originale del Duomo di Milano, Casa Museo Pogliaghi

Non me l’aspettavo. Ho sempre amato il Duomo della mia Milano. Uscire dalla metro e trovarmelo lì davanti, bianco e imponente. Nelle giornate in cui il cielo è blu diventa ancora più bello. Avere l’occasione di vedere così da vicino la porta principale della facciata mi ha emozionato molto. E, come potete immaginare, il pianoforte piazzato lì davanti ha dato il via alla pazzia degli instagramers presenti (circa 60!).

Sei interessato agli orari delle visite del Museo? A fine articolo troverai info dettagliate.

Casa Museo Pogliaghi

Anche nel giardino di casa Pogliaghi non mancano i cimeli artistici. La cosa più esilarante che ho visto sono due teste scolpite che spuntavano dal terreno. Forse sottoterra c’è un busto umano vero, e la testa è una lapide. No, scherzo. Però è inquietante, se ci pensate.

Giardino di casa Pogliaghi

LA CRIPTA DEL SANTUARIO

La visita è proseguita nella cripta del Santuario di Santa Maria del Monte. In questo piccolo luogo si può contemplare una storia che inizia ai tempi dell’Impero Romano e prosegue fino alla fine del Medioevo. Nella cripta sono stati rinvenuti bellissimi affreschi religiosi, spesso incisi dai pellegrini del XVI secolo.

Cripta del Santuario di Santa Maria del Monte

La cripta è un luogo fuori dal tempo, magico e silenzioso. Persino per qualcuno non religioso come me è emozionante trovarsi davanti a un’arte così bella e genuina. Di recente scoperta, la cripta è decisamente il punto forte del Santuario. Solo contemplando silenziosamente gli affreschi da poco rivenuti si ha la vera percezione della storia di questo luogo.

Cerchi info per visitare la cripta del Santuario? Puoi trovare maggiori dettagli al termine dell’articolo.

IL BORGO DI SANTA MARIA DEL MONTE

Instagramers quali siamo, non potevamo lasciarci scappare anche un giretto tra i vicoli del borgo. In cima al Sacro Monte sono presenti alcuni ristoranti e hotel, ed è possibile scorgere in lontananza il Grand Hotel Campo dei Fiori dove stanno girando il remake di un film di Dario Argento. Una menzione speciale va alle lucine, allestite proprio durante la nostra visita. Loro sì che mi hanno fatto fare i big like su Instagram.

Santa Maria del Monte

Questo instameet è il secondo organizzato dalle local manager di @igersvarese, Sara e Ilaria. Il primo instameet era stato a Villa Panza durante la mostra d’arte contemporanea e ambientale di Roxy Paine e Meg Webster: ve ne avevo parlato qui. In questo caso si è voluta “festeggiare” la quinta edizione del festival del giornalismo Glocal.

È stato un bellissimo instameet, con tanti partecipanti e infinite foto scattate. Un sentito grazie a Sara e Ilaria, a VareseNews per la buonissima colazione, alla Location Camponovo e alle due fantastiche guide Elena Castiglioni e Marina Albeni.

INFO UTILI
Orari e prezzi Casa Museo Pogliaghi:

Dal 15 marzo al 15 novembre – Sabato, domenica e festivi – 10.00/18.00Da giugno ad agosto apertura il venerdì sera dalle 18.30 alle 22.30

Apertura durante la settimana per gruppi, su prenotazione.

Prezzi: intero 4€; ridotto gruppi scolastici e adulti (sopra le 15 persone) 3€; biglietto famiglia (2 adulti e 2 bambini) 10€.

Orari e prezzi cripta del Santuario:

Sabato, domenica e festivi – 9.30-10.00/17.30-18.00: in questo orario l’ingresso è libero ed è consentito solo per la contemplazione silenziosa e la meditazione. Ingresso libero.

Sabato, domenica e festivi (visite guidate) – 10.00-17.30 (ingresso ogni mezz’ora, ultima visita ore 17.00): in questo orario l’ingresso è arricchito dalla presenza di personale con competenze storiche, archeologiche ed artistiche. La visita dura circa 20 minuti. Prezzo: 5€.

 

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Marco Tamborrino

30 anni. Laureato in Lingue e Letterature Straniere. Sembro antipatico, ma le apparenze ingannano. Wannabe scrittore. Segno particolare: instagramer.

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6 commenti
  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:
    Novembre 23, 2016 alle 2:42 pm

    Pogliaghi per caso era amico del Marchese d’Ayala-Valva? Bizzarri personaggi! Comunque è grazie a loro che oggi possiamo instagrammare certe cose! 😉 Stupefacente la sua casa-museo (architettura compresa) e il modello originale della porta del Duomo è da restare senza fiato! Bella anche la location, vale sicuramente una visita!
    Non ne avevo mai sentito parlare, grazie per le info! A presto!

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Novembre 23, 2016 alle 3:23 pm

      Ahahah non so se fossero amici, Orsa! Comunque di bizzarri personaggi la nostra penisola è piena. Il bello degli instameet è proprio scoprire cose che non si conoscevano e cercare di diffonderle il più possibile, perché a tutti piace fare un viaggio all’estero e scoprire paesi diversi dal nostro, ma valorizzare l’Italia è un dovere oltre che un piacere! 🙂

  2. elisaedintorniblog ha detto:
    Novembre 25, 2016 alle 11:59 am

    Ma che luoghi scenografici. Non li conoscevo affatto. Trovo molto interessante la casa-museo di Pogliaghi e il modello originale della porta del Duomo è a dir poco spettacolare 🙂

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Novembre 25, 2016 alle 1:14 pm

      Ciao Elisa! Il bello è proprio scoprire luoghi che non si conoscevano, ammirare meraviglie la cui esistenza ci era sconosciuta. Alla prossima! 🙂

  3. inworldshoes ha detto:
    Novembre 25, 2016 alle 1:28 pm

    Come sempre luoghi fantastici dei quali non eravamo proprio a conoscenza!
    Questo in particolare trasmette un mix di inquietudine e fascino che sono resi incredibilmente bene attraverso le fotografie ed il clima grigio e autunnale!
    Wow! 😀

    Rispondi
    1. Marco Tamborrino ha detto:
      Novembre 25, 2016 alle 1:33 pm

      Il bello è che quella mattinata è stata l’ultima senza pioggia. Di sera ha iniziato a piovere e a oggi non ha ancora smesso. Non ne possiamo più, sigh.

      Un abbraccio ragazzi!

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